Non passa la mozione di sfiducia presentata contro il sindaco Graci

municipio_licataCon 16 voti a favore, 8 contrari e 6 assenti, il Consiglio comunale di Licata, nel corso della seduta di ieri sera, ha respinto la mozione di sfiducia al Sindaco Graci, presentata dal 20 consiglieri comunali in data 27 novembre 2009, con nota protocollo in entrata n° 50069.

I 16 che hanno votato a favore della mozione sono i consiglieri Ripellino, Santoro, Caico, Russotto, Pira, Rinascente, Iapichino, Iacona, Platamone, Lombardo, Peruga, Cafà, Vincenti, Antona, Russotto e Profumo; gli 8 che hanno votato contro sono i consiglieri Scrimali, Licata, Castiglione, Graci Filippo, Scicolone, Graci Taddeo, Delle Rose e Bennici; gli assenti al momento della votazione erano i consiglieri Convissuto Angelo, Convissuto Stefano, Aronica, Mantia, Bruna e Incatasciato.

Prima di pervenire alla votazione della mozione, il cons. Rinascente, primo firmatario del documento, lo ha illustrato e motivato, e a tale intervento è seguito un ampio dibattito.  Nel corso del dibattito, il cons. Paolo Licata, ha dato lettura di un documento, sottoscritto da otto consiglieri comunali, cioè a dire, lo stesso cons. Licata ed i colleghi Scrimali, Scivolone, Graci Taddeo e Graci Filippo, Castiglione, Delle Rose e Bennici, depositato agli atti, con il quale ha rigettato, pubblicamente, alcune tesi sostenute, per iscritto,  dal dottor Paolo Plumari, in merito ad un preannunciato scioglimento del consiglio comunale a causa del mancato riequilibrio di bilancio, entro i termini stabiliti dalla norma.

Preso atto dell’esito della votazione, seduta stante, i consiglieri Angelo Rinascente, Giovambattista Platamone, Angelo Iacona, ed il neo eletto Maio Marcello Pira, hanno presentato, formalizzandole per iscritto, le proprie dimissioni dalla carica.

Quindi, la seduta è stata sciolta.

Ma prima ancora di pervenire al dibattito ed alla votazione della mozione di sfiducia, il civico consesso, ha provveduto ad integrare il Consiglio con la surroga dei dimissionari consiglieri Riccobene e Secchi, con i primi dei non eletti delle medesime liste, cioè a dire Mario Marcello Pira e Paolo Bruna.