Vino: cinesi visitano cantine siciliane per accordi commerciali

Nell’ambito dell’Accordo di programma sottoscritto dall’assessorato regionale Agricoltura con l’Ice (Istituto per il commercio estero), dal 9 all’11dicembre, una delegazione di manager cinesi, visiterà nove cantine sociali siciliane per presentare e stipulare eventuali accordi commerciali di vino sfuso. L’iniziativa nasce da uno studio, condotto dal dipartimento Interventi strutturali guidato Rosaria Barresi, sul mercato del vino cinese – che ha fatto rilevare una crescita esponenziale di consumo – considerato però dagli enologi di tutto il mondo di modesta qualità, cosa che ha creato ampi spazi di penetrazione nel segmento di mercato del vino di qualità; un significativo orientamento verso il vino rosso e una scelta sempre maggiore dei giovani verso il vino di importazione a prezzo e qualità superiori.

“La Cina oggi è interessata al vino sfuso italiano. Per la Sicilia è un mercato strategico – ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura, Michele Cimino – perché risponde alle necessità del territorio e agli obiettivi della Regione: diminuire la produzione eccedente delle nostre 78 cantine e orientarla  verso destinazioni certe di mercato. Quello cinese è un mercato in grande espansione, questa visita, è una grande opportunità”.

“I manager saranno accompagnati da funzionari specializzati  – ha spiegato Rosaria Barresi -. Il ruolo dell’amministrazione è costruire relazioni a lungo termine e fare da catalizzatore tra le nostre imprese e una realtà economica così importante, coprendo le distanze e offrendo i servizi necessari attraverso la conoscenza delle aziende cinesi, per evitare contenziosi o incomprensioni”

Queste le cantine sociali coinvolte: “Ericina” di Custonaci (Trapani); “Alto Belice” di San Cipirrello (Palermo); “Corbera” di Santa Margherita del Belice (Agrigento); “Cellaro” di Sambuca di Sicilia (Agrigento); “Settesoli” di Menfi (Agrigento); “Castelvetrano” di Castelvetrano (Trapani); “Europa” di Petrosino (Trapani); “Colomba Bianca” di Mazara del Vallo (Trapani);  “Birgi” di (Trapani).

In Cina, i manager rappresentano: la Shangri-La Wine Co, un’azienda che produce 5mila tonnellate di vino all’anno,  e si prevede che ne raggiungerà circa 20mila. La società ha investito per l’introduzione di vitigni Cabernet Sauvignon, raggiungendo un livello di qualità in linea con gli standard internazionali; la Huaxia wine industry, che fa parte della Coefo, il maggiore importatore di vino sfuso cinese; la Shanghai Sunway Wine Co, Ltd, che rappresenta il più importante fornitore di vino sfuso in Cina; la Yantai Mingyang Winery, che fino a oggi ha importato solo dal Sud Africa, dalla Francia e dal Cile, ora è interessata al vino italiano; e la Qinhuangdao Liuhe Vineyard, membro della China Wine Association, che ha una capacità produttiva annuale di 20mila tonnellate di vino e grazie alle condizioni geografiche, utilizza Cabernet Sauvignon di qualità.