Le guide turistiche d’Italia scendono in piazza per dire “no” alla cancellazione della professione

Le Guide Turistiche italiane proclamano lo stato di mobilitazione generale contro la proposta del Governo di trasformare le guide turistiche provinciali/regionali in guide nazionali e indicono una manifestazione di protesta che avrà luogo a Roma, in Piazza SS. Apostoli, il 10 dicembre 2009 ore 10:30.

Secondo la definizione accettata a livello internazionale, la Guida Turistica interpreta il patrimonio culturale di uno specifico territorio e ne possiede una conoscenza approfondita, a garanzia della qualità dei servizi prestati al turista.

Il Ministro Brambilla e il Ministro Ronchi vorrebbero modificare la legislazione vigente, istituendo la figura professionale della Guida Nazionale: questo non risponde né ad un’esigenza del turismo italiano né, tantomeno, alla necessità di uniformarsi ad una normativa europea. Sembra piuttosto il frutto di indebite pressioni esercitate da alcuni grandi Tour Operator che puntano ad ottenere prezzi più bassi sul mercato.

Già ora, male interpretando la Direttiva Europea 2005/36/CE che regola le professioni del turismo,  alcuni Tour Operator inviano in Italia i loro accompagnatori con l’incarico di svolgere mansioni che sono proprie delle guide turistiche, togliendo loro lavoro e danneggiando l’erario: gli operatori stranieri non sono certo tenuti a pagare le tasse nei Paesi che visitano.

Se passasse la figura della Guida Nazionale, le guide turistiche fin qui abilitate e qualificate sul patrimonio di una Provincia o di una Regione, si ritroverebbero a poter esercitare sull’intero territorio italiano senza averne la necessaria conoscenza. Ciò comporterebbe un inevitabile scadimento della qualità del servizio offerto al turista e l’ulteriore confondersi delle due distinte figure professionali della Guida e dell’Accompagnatore, ben definite dalle normative italiane ed europee fin dal 1975.

Questo provvedimento tradirebbe tutti i proclami a favore dell’eccellenza, del turismo di qualità e della cultura dell’accoglienza.

I nostri rappresentanti istituzionali ci ricordano continuamente che il Turismo è un settore strategico, d’importanza nazionale. Ne consegue che i professionisti autonomi più qualificati di tale settore – che in Italia sono diverse migliaia! – dovrebbero essere sostenuti, protetti e valorizzati, non certo dequalificati.

Il Patrimonio storico-culturale del Bel Paese è immenso, con grandi peculiarità regionali, e non è ipotizzabile una figura professionale che possa illustrarlo con competenza nella sua totalità!

Il diritto europeo non richiede che l’Italia modifichi la legge sulla professione di guida né richiede l’omologazione fra Guide ed Accompagnatori: questo è ciò che vogliono alcuni Tour Operator. Il Governo, a tutela delle proprie eccellenze e del proprio patrimonio, deve respingere ogni indebita pressione per porsi a salvaguardia dell’occupazione, dell’economia e della qualità dei servizi forniti dal paese.

Aggiungiamo che l’istituzione di una guida turistica nazionale non potrà fare a meno di comportare una netta diminuzione di occasioni di lavoro per le guide turistiche siciliane e della provincia di  Agrigento in particolar modo (oltre 160),sfavorite dalla marginalità geografica e dalla lontananza da aeroporti e grandi vie di comunicazione,e quindi di aggravare le condizioni economiche complessive di una terra già duramente provata dalla precarietà,dalla disoccupazione e dall’emigrazione.

Anche per questi motivi la FEDERAGIT di Agrigento aderisce alla mobilitazione del 10 dicembre a Roma,auspicando altresì il sostegno  dei rappresentanti della nostra provincia al Parlamento Nazionale e Regionale.