“No alla vendita dei beni confiscati alla mafia”, appello di “Avviso Pubblico”

Partirà sabato 5 dicembre dalle ore 18,00 l’appello di Avviso Pubblico:“Una firma contro la vendita dei beni confiscati”, contro il maxiemendamento del Governo. I circa 170 sindaci aderenti all’associazione invitano a scendere nelle piazze principale della città, con la fascia tricolore, per invitare i cittadini a firmare l’appello di Libera contro la normativa che prevede la possibilità di vendere i beni confiscati ai mafiosi e che andrà all’esame della Camera dei deputati il prossimo 9 dicembre. “Gli amministratori locali che gestiscono i beni confiscati presenti sul territorio- ha detto Pierpaolo Romani coordinatore Avviso Pubblico- sanno quali problematiche si devono affrontare e quale straordinaria risorsa essi rappresentino per la collettività”. L’uso sociale dei beni confiscati alla mafia è stato sancito dalla Legge 109/96, sostenuta da circa un milione di cittadini che hanno firmato per chiederne l’attuazione. “La ratio della norma-continua- sancisce che lo Stato e le Istituzioni locali sono più forti dei mafiosi. Viene stabilito che i beni acquistati con denaro illecito rappresentano un atto di limitazione dei diritti fondamentali, primo su tutti quello al lavoro”.  Dal 1982 ad oggi sono stati confiscati 8.993 beni, di cui 5.407 destinati e 3.213 ancora da destinare. “Se viene approvata la legge- continua Romani- i beni sequestrati ai boss , ritorneranno nelle mani delle cosche a scapito della collettività. Questo non è accettabile. Invitiamo, dunque, i deputati a votare contro questa norma e ad adoperarsi perché in Italia sia costituita un’Agenzia Nazionale che si occupi specificatamente di beni confiscati. E’ importante, inoltre, che Comuni, Regioni e Province votino un Ordine del Giorno, scaricabile sul sito dell’associazione, invitando i consigli a discuterlo, sottoscriverlo e inviarlo al capo dello Stato, nonché ai presidenti di Camera e Senato. Ad oggi le adesioni provenienti da tutta Italia sono state diverse e la maggior parte è caratterizzata dall’approvazione all’unanimità dell’Ordine del giorno.