Rimpasto al Comune di Agrigento, Zambuto: “I tempi non sono maturi”. Alfano: “Facciamo una giunta ombra”

zambuto_stampa3Tanto tuonò che piovve. Ma non per il Comune di Agrigento. A palazzo dei Giganti più l’acqua viene annunciata  e più la siccità resiste. Niente allarmismo però. E’ solo una metafora che abbiamo scomodato per rappresentare le dinamiche politiche che continuano a caratterizzare la telenovela rimpasto nella giunta Zambuto. Da tanto, troppo tempo ormai sentiamo parlare di rivisitazione dell’esecutivo. Da tanto, troppo tempo a turno sindaco e consiglieri comunali invocano  cambiamenti, avvicendamenti per rilanciare l’attività amministrativa. Ma poi, quasi per magìa, tutto svanisce nel nulla, come le nuvole nel cielo. E torna il sereno. Giuseppe Arnone, che forse è uno dei pochi a credere seriamente in questo turn over, rilancia e spinge per il rimpasto. Per lui i tempi sono maturi. Non per il sindaco però. “Questa vicenda la risolveremo – dice Zambuto – ma non in questo momento. I tempi non sono ancora maturi” – taglia corto il primo cittadino. “Qui si tratta di lavorare per il bene della città e capire chi vuole realmente spendersi in questo senso. Non  posso e non voglio offrire opportunità finalizzate solo all’accaparramento di poltrone” – chiarisce ancora Zambuto. E  il presidente del Consiglio, Carmelo Callari, ha una sua particolare teoria. “Più se ne parla e più l’ipotesi rimpasto si allontana”.  Ha una sua proposta, che sa molto di provocazione, invece il consigliere comunale del PdL, Francesco Alfano. “E’ evidente che c’è una discrepanza tra giunta  e consiglio – evidenzia – le questioni non si risolvono con le conferenze stampa. Ma con un dibattito serio e costruttivo e con la partecipazione attiva del Consiglio.  Se questo raccordo fra le due istituzioni non sarà possibile, allora io lanciato l’ipotesi della composizione di una giunta ombra composta da consiglieri comunali, i quali, attraverso ordini del giorno, faranno proposte e daranno indicazioni su vari settori della vita dell’ente” – conclude Alfano.