Nasce in Sicilia il codice contro mafia e corruzione

Creare schermi protettivi per difendere la pubblica amministrazione dalle infiltrazioni della criminalità organizzata.  In Sicilia nasce così il codice contro la mafia e la corruzione. E’ stato presentato questa mattina a palazzo d’Orleans. Il documento, redatto su impulso dell’allora assessore alla Presidenza Giovanni Ilarda e dell’attuale Gaetano Armao, è stato predisposto da una commissione di giuristi ed economisti, presieduta da Pier Luigi Vigna, ex procuratore nazionale antimafia, il quale ha tenuto subito a sottolineare  “come alcune delle disposizioni contenute nel codice dovranno essere recepite con leggi, altre potranno essere applicate  in via amministrativa. Il codice – ha aggiunto Vigna – si configura come un segnale di comportamento attivo nella lotta alla mafia. Un segnale che speriamo sia accolto e rilanciato dall’intera società civile siciliana” – ha evidenziato ancora Vigna. Soddisfatto il governatore Lombardo, per il quale “il codice antimafia e anticorruzione rappresenta un’altra iniziativa importante che guiderà il governo nell’amministrazione di ogni giorno e il parlamento siciliano nell’attività legislativa”.  Tra le innovazioni presenti  nel codice spiccano l’introduzione di clausole per garantire trasparenza nelle gare d’appalto, una più efficace valutazione per la professionalità e affidabilità dei dipendenti regionali, la tracciabilità delle movimentazioni di denaro. Ed ancora una più puntuale previsione dell’obbligo di costituzione di parte civile della Regione per reati dei quali siano imputati i dipendenti dell’amministrazione  e controlli sulle variazioni urbanistiche per evitare che la mafia approfitti dei cambiamenti di destinazione d’uso dei terreni.