L’Esecutivo Provinciale Pd Agrigento sulla manifestazione dell’aeroporto

logopdCon la manifestazione del prossimo 28 novembre, il Presidente della Provincia di Agrigento mette al primo posto del proprio programma di governo la realizzazione dell’aeroporto.
Riteniamo l’opera importante, purché ad essa si guardi come ad un anello di quella catena logistica, fatta di strade, autostrade, porti, rete ferroviaria, banda larga, che ancora manca alla nostra provincia e dalla quale discende la marginalità economica del nostro territorio.
Purtroppo, in questi anni, il centrodestra ha utilizzato l’aeroporto come un feticcio, attorno al quale sono state dilapidate risorse e impostate campagne elettorali.
E’ ancora vivo lo scandalo del progetto di Racalmuto, spacciato per dieci anni come cosa fatta dall’amministrazione Fontana, senza che di esso vi fosse traccia presso l’Enac o il Ministero delle Infrastrutture.
Quel progetto ci ha visto nettamente contrari per l’enorme impatto ambientale che comportava, più di due milioni di metri cubi di terra sarebbero stati rimossi durante la costruzione, 106 case sarebbero state spianate con i bulldozer,
E non è un caso, che sia bastato un sopralluogo aereo dei tecnici dell’Enac per ritenere inidoneo il sito di Racalmuto e preferibile quello di Licata.
Chiederemo conto dell’esperienza della Provincia nell’AAVIT, sciolta a seguito di una mozione presentata dal Gruppo Provinciale del Pd,  delle risorse sprecate, delle responsabilità politiche e di quelle amministrative, perché non si può pensare di nascondere sotto il tappeto la polvere sollevata per più di un decennio da uomini e da forze politiche del centrodestra che hanno costruito le loro fortune personali e politiche ingannando le legittime aspettative degli agrigentini.

Oggi D’Orsi rimette al centro del confronto politico l’aeroporto e il Pd non intende sottrarsi.
E’ necessario però sapere intorno a cosa stiamo lavorando.
Non basta dire che verrà costruita una pista di 1.500 metri estendibile a 2.200; non vuole dire niente senza le autorizzazioni di legge che conferiscano allo scalo la qualifica di aeroporto civile, ad esempio di terzo livello, come chiede l’Ordine degli Architetti che aderisce alla manifestazione di sabato prossimo con queste motivazioni. Non è sufficiente nemmeno dire: prendiamoci l’Aviopista (o Aeroporto regionale che dir si voglia) e poi si vede, perché significherebbe illudere ancora una volta le nostre popolazioni senza risolvere i problemi, quelli veri.
Occorre conoscere quali sono le fonti di finanziamento e soprattutto quale è il progetto industriale, quali società sono interessate alla gestione e che requisiti di affidabilità presentano, sì da sgomberare il campo dalle riserve circa la sostenibilità economica di un aeroporto in terra agrigentina.
Il centrodestra che governa alla Provincia, alla Regione e a Roma ha il dovere di fare chiarezza e di impegnarsi, questa volta seriamente ed efficacemente, perché nasca nel nostro territorio un aeroporto in grado di movimentare persone e merci.
Agrigento non ha bisogno di una struttura per un uso limitato e/o prevalentemente privato. Agrigento ha bisogno di sviluppare commercio e transito turistico dai principali HUB nazionali e del mediterraneo.

Con queste nostre idee, coerenti con i comportamenti dei nostri rappresentanti nelle istituzioni, saremo presenti in tutte le occasioni utili a ribadire ancora e con forza che l’Aeroporto ad Agrigento va realizzato.