La strada della vergogna

DSC00034Ci si può dimettere da sindaci per una stradella di appena 4 km dissestata in ogni suo tratto?
No, certo che no. Per così poco, direbbe qualcuno? Ma se un giorno in quella stradella della vergogna di appena 4 km ci scappasse il morto cosa succederebbe?
Ebbene, la strada in questione è il tratto che collega la ss 640 con il piccolo centro di Castrofilippo. Una strada che presenta dubbi sulla sua denominazione. E’ interpoderale, intercomunale o interprovinciale. Una cosa è certa: buona parte di questi 4 vergognosi km appartengono al Comune di Racalmuto, la rimanente al Comune di Castrofilippo.
Questa strada ha subìto i corpi mortali quando per un lungo periodo di tempo è stata attraversata anche da tutti i mezzi pesanti che provenivano dalla zona di Canicattì; il tutto a causa di un ponticello colpito e abbattuto nei pressi del bivio della città dell’uva. Gli automobilisti in transito verso Agrigento dovevano necessariamente attraversare la stradella della vergogna.
Le foto sembrano assai emblematiche e non necessitano di alcun commento; tra l’altro sia Ippolito che Petrotto quella strada la percorrono diverse volte la settimana e quindi conoscono bene le vergogne che presenta. Purtroppo non riescono a riconoscere la propria vergogna nel tenerla in quelle condizioni.
Chiamarli e parlare con i due primi cittadini ormai è cosa superflua per il semplice fatto che si conosce a priori quale sia la loro risposta: non abbiamo i soldi per sistemarla…
E quindi? Aspettiamo il grave incidente? Perchè non adoperarsi ed attivarsi con la Provincia regionale affinchè possa dare una mano di aiuto per sistemare quella strada? Del resto ci vogliono soltanto poche migliaia di euro (per sistemarla alla meno peggio).
La pericolosità di quelle buche che vedete nelle foto sta anche nel fatto che queste “voragini” si trovano quasi tutte in prossimità delle curve; purtroppo, succede anche questo, ci si imbatte quotidianamente con automobilisti spregiudicati i quali in prossimità delle curve in questione, preferiscono rischiare l’incidente frontale e, quindi, la propria vita, invece di spaccare un semiasse, una gomma o un ammortizzatore, invadendo di fatto la corsia di sinistra.
Che fare, quindi?
Aspettiamo il grave incidente per poi passare al balletto delle responsabilità oppure si corre immediatamente ai ripari?
Una cosa è certa: nè Petrotto, nè Ippolito, nè la Provincia regionale potranno dire un giorno…noi non lo sapevamo…

[nggallery id=79]