Sapia: “Impossibile entrare nel patto di stabilità. Che i sindaci si uniscano e si rivolgano energicamente al governo regionale”.

sapia“E’ allarme rosso, così non si può andare avanti. A rischio i sacrifici della politica di risanamento fin qui portata avanti dall’amministrazione comunale”. E’ l’appello allarmato, che parte dall’amministrazione comunale castelterminese, con in testa il sindaco Nuccio Sapia, che lancia un appello a tutti i suoi colleghi della provincia, riferendosi al patto di stabilità.

“Ha ragione il sindaco di Palma Montechiaro: troppo rigidi i criteri per entrare entro i limiti del patto di stabilità, occorre fare un’unione di sindaci della provincia, per chiedere al governo regionale di alleggerire i vincoli.” E’ quanto chiede il sindaco Nuccio Sapia, che lancia un appello ai suoi colleghi, in particolare al sindaco di Agrigento, Marco Zambuto perchè, quale Sindaco del capoluogo, si faccia promotore di una conferenza a cui possano partecipare tutti i sindaci della Provincia per affrontare la problematica.

“Quest’anno, dice Sapia, riuscire a entrare nel patto di stabilità è un’impresa che definirei impossibile. Il governo regionale, con una circolare, ha comunicato agli enti locali che, dobbiamo fare quadrare i conti –  che ci consentiranno di essere in regola nel patto di stabilità – inserendo anche gli stipendi dei precari, che nel nostro comune sono ben 115. Questo lancia il comune in uno stato di profonda preoccupazione. Sarà impossibile fare quadrare i conti, su questo fronte, entro il 31 dicembre. Poi, se non dovessimo essere in regola, andremo incontro a sanzioni, che costringeranno l’amministrazione a dei tagli drastici, tra questi l’impossibilità di rinnovo dei contratti per i precari stabilizzati. E’  una situazione critica da cui non si intravede una via d’uscita. Non possiamo rischiare di ‘mandare a casa” padri e madri di famiglie. Il rischio però c’è ed è forte. Per questo mi appello ai miei colleghi perchè si possa creare un comitato di sindaci, con in testa Marco Zambuto per fare sentire al governo regionale le nostre ragioni, di modo da poter richiedere la rettifica di questa direttiva. Al contrario i tentativi di stabilità occupazionale, che perseguiamo da anni, rischiano di andare, drammaticamente, in fumo. In questa azione di protesta sarebbe opportuno coinvolgere i sindacati e l’ANCI”.