Licata. Il gruppo PDL esce dalla maggioranza ed il vice sindasco si dimette

Facendo seguito all’invito rivolto dal gruppo politico consiliare “Partito della Libertà”, capeggiato da Rosario Cafà, il Vice Sindaco Francesco La Perna, nella giornata odierna ha rassegnato le dimissioni dalla carica di Vice Sindaco ed assessore del Comune di Licata.     

Il vice sindaco La Perna, ha notificato le proprie dimissioni al Sindaco Graci con una nota nella quale, tra l’altro, si legge che tale decisione è stata adottata “dopo avere recepito e condiviso le motivazioni che hanno indotto il gruppo consiliare di appartenenza “Partito della Libertà” a porsi come gruppo di oppostone in seno al Consiglio Comunale, ritirando di fatto il sostegno e la fiducia alla S.V. Ill.ma”. 

In quanto alla lettera a firma del Capogruppo Consiliare del PDL, Rosario Cafà, indirizzata al Presidente del Consiglio comunale ed al Sindaco, che si conclude con l’invito agli assessori di riferimento (La Perna e Attisano) a dimettersi, al suo interno sono riportare le motivazioni che hanno indotto tale gruppo a ritirare il proprio sostegno e la propria fiducia al Sindaco.

All’inizio di questa legislatura – si legge testualmente nella lettera di cui sopra –  abbiamo chiesto programmi chiari e verificabili. In un secondo momento, nonostante l’impegno profuso dai nostri rappresentanti nell’amministrazione Graci, considerata la persistente situazione sia amministrativa che finanziaria del nostro Comune, si è  assistito ad una sostanziale incapacità amministrativa del sindaco. L’incapacità dello stesso a rispondere con atti concreti ai problemi e ai disagi dei cittadini, ha reso vano il tentativo di questo gruppo politico, di poter intervenire efficacemente  per una equilibrata gestione della cosa pubblica.

Alla fine delle pregresse considerazioni – prosegue il capogruppo del PDL che fa riferimento agli onorevoli Angelino Alfano, Enzo Fontana e Nino Bosco,  –  si può pertanto valutare negativamente l’operato del Sindaco, che in questi mesi si è caratterizzato per le gravi e reiterate inadempienze ai più elementari dettami di correttezza e buona gestione politico – amministrativa, oltre alle profonde violazioni dei dettami programmatici.

Il nostro gruppo non può tutela egoisticamente la propria sopravvivenza politica davanti ad un così grave degrado socio-economico, alimentato anche da una cronica inerzia amministrativa del primo cittadino”.