Aeroporto, valanga di adesioni alla manifestazione. Ci sarà pure Montenegro

aeroporto“Voglio esprimere un profondo e sincero ringraziamento all’Arcivescovo di Agrigento Mons. Francesco Montenegro per la sensibilità dimostrata nell’annunciare la propria partecipazione alla manifestazione “pro-aeroporto” del 28 Novembre. Con la Sua adesione alla marcia si creano le condizioni per un conforto morale intorno ad una battaglia di riscatto civile di tutti i cittadini di questo nostro territorio e di quanti aspirano a costruire un futuro migliore”.

E’ un Eugenio D’Orsi molto fiducioso nella buona riuscita della manifestazione pro aeroporto che si svolgerà il prossimo sabato (28 novembre) e per la quale continuano a giungere sempre più adesioni.

La più gradita è senz’altro quella dell’arcivescovo di Agrigento Francesco Montenegro che dimostra, come dice D’Orsi, “la vicinanza dell’Arcivescovo ai bisogni della gente per la conquista di condizioni migliori di vita stimola quanti sono impegnati, a vario titolo, nel sociale, per una politica del fare, dimostrandosi un sicuro punto di riferimento di questo contesto provinciale e di coloro che vogliono imprimere una svolta per un impegno di civiltà e di riscatto sociale”.

D’Orsi si dice onorato dell’adesione dell’Arcivescovo all’iniziativa e rappresenta la testimonianza dell’impegno di tutti gli uomini di buona volontà.

“Ringrazio Don Franco che con il suo esempio dimostra di essere il buon Pastore della comunità agrigentina.  Il suo impegno a fianco di coloro che si battono per dare un futuro migliore mi fa ben sperare affinché le cose ad Agrigento possono cambiare veramente”.

Alla manifestazione hanno garantito la partecipazione anche gli esponenti del Gruppo Consiliare dell’UDC al Comune di Agrigento composto dal Capogruppo Gramaglia e dai consiglieri Salsedo, Cumbo, Saeva, Civiltà e Virone, favorevoli alla costruzione dell’aeroporto nella Provincia di Agrigento, che “invitano tutta la cittadinanza ed in particolare gli amici e simpatizzanti del partito dello scudocrociato a mettere da parte rancori e polemiche e a partecipare in massa alla manifestazione PRO-AEROPORTO in programma sabato 28 novembre alle ore 10,30”.

Ci saranno anche gli Architetti che, per voce del loro presidente Rino La Mendola fanno sapere che Agrigento meriti un aeroporto di terzo livello (non di tipo regionale), che sarebbe, dal punto di vista della collocazione geografica, certamente più sostenibile di scali aeroportuali come, ad esempio, quello di  Trapani-Birgi o di Comiso.  “Ricordiamo infatti – dice La Mendola – che un aeroporto a Licata attrarrebbe l’utenza di gran parte della Sicilia centro-meridionale, coinvolgendo dunque, non solo la Provincia di Agrigento, ma anche una parte del territorio nisseno.

“Parteciperemo alla marcia, che non deve essere vista quale forma di protesta, ma, al contrario,  quale manifestazione di proposta  con la quale si intende stimolare la politica e le varie componenti della società civile  a mettere da parte logiche di colore, unendo le forze per dotare concretamente la provincia di Agrigento di un aeroporto che possa far dimenticare ai cittadini l’amara delusione dell’esperienza di Racalmuto.

Gli investimenti privati, che sarebbero complementari alla somma di 40 milioni di euro già stanziati dalla Regione (dai fondi FAS), arriveranno soltanto se la politica farà chiarezza, sgomberando il campo da equivoci e veti incrociati” conclude La Mendola.

E ci sarà anche il Presidente del consorzio ASI di Agrigento, l’avv. Mimmo Catuara: “Come presidente del Consorzio ASI di Agrigento – dice Catuara – unitamente a tutti i componenti del Comitato direttivo e del Consiglio Generale, aderiamo, con forte senso di responsabilità, come cittadini che hanno a cuore le sorti della nostra provincia, all’appello del Presidente d’Orsi” dice.

“La nostra adesione vuole testimoniare forte vicinanza ai problemi legati allo sviluppo economico, convinti come siamo che occorre  una svolta della politica economica territoriale  che consenta all’intera provincia di Agrigento di non andare indietro e di costruire tutti insieme le migliori condizioni del futuro” conclude Catuara.