Agricoltura: le misure anticrisi concertate in sede stato-regioni

Ieri sera, in sede di Conferenza Stato Regioni, a Palazzo Chigi, alla presenza dei ministri Raffaele Fitto e Luca Zaia, e dei sottosegretari Antonio Bonfiglio ed Enrico Letta, l’assessore all’Agricoltura della Regione siciliana, Michele Cimino, ha ribadito le misure anticrisi più urgenti per superare le difficoltà finanziarie delle aziende agricole siciliane. “Una crisi – ha detto Cimino nel corso dell’incontro – di proporzioni drammatiche, talmente degenerata in tutti i settori produttivi che rischia di compromettere in modo irreversibile il lavoro e gli investimenti di intere generazioni del mondo contadino siciliano”.

Oltre alle richieste concertate con le altre Regioni, l’assessore ha rimarcato l’importanza per la Sicilia di intervenire urgentemente sul fronte dei controlli per combattere la contraffazione delle nostre produzioni, e sul fronte della restituzione delle accise che la Ue ha chiesto ai serricoltori per gli anni 2000, 2003 e 2004. “Un bonus più che legittimo, che per i nostri agricoltori è vitale perché la produzione in serra si estende su oltre 8mila ettari e richiede una quantità di gasolio notevolissima”.

In sede di conferenza, le Regioni hanno chiesto unanimemente: una moratoria delle procedure di pignoramento e la possibilità ripianare i debiti rateizzando le passività; la rimodulazione delle modalità per chiudere i contenziosi delle imprese con l’Inps; il potenziamento dei Confidi agricoli o Ismea attraverso un intervento finanziario nazionale che non si configuri come aiuto di Stato e il reintegro degli 850 milioni di fondi Fas destinati all’agricoltura per attivare gli interventi che non possono essere finanziati con le risorse del Psr o con altri fondi strutturali. “Non potere utilizzare questi fondi – ha puntualizzato l’assessore – è un danno molto grave perché non si possono mettere in campo programmi di assoluta emergenza e neppure i Piani di settore per sviluppare le filiere a medio e lungo termine”.

Sono state chieste inoltre altre misure anticrisi, come: la copertura finanziaria del Piano assicurativo nazionale, di cui vanno innanzitutto recuperate le risorse per coprire le annualità dal 2008 al 2010, e il recupero dell’Iva per interventi pubblici negli investimenti del Psr. “Di fatto nelle misure attivate paghiamo l’Iva con i nostri fondi – ha spiegato Cimino –. Non si capisce perché in agricoltura debba esserci la disparità rispetto ad altri fondi Comunitari e nazionali, bisogna trovare un’altra soluzione riprendendo il negoziato con la Commissione europea”.