Interventi sperimentali per contrastare la criminalità minorile. Firmato a Palermo un protocollo di intesa.

Un protocollo d’intesa per contrastare la criminalità giovanile, è stato sottoscritto questa mattina a Palermo tra il Centro di Giustizia minorile per la Sicilia e la Provincia Regionale di Agrigento. A firmare il documento sono stati il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, per la Provincia Regionale di Agrigento il Presidente Eugenio D’Orsi e l’Assessore alla solidarietà sociale Settimio Cantone, ed il direttore del Michele Di Martino. Si tratta di una importante iniziativa finalizzata al recupero ed all’inserimento nel tessuto sociale di quei ragazzi che hanno problemi con la giustizia. Il protocollo prevede l’individuazione, in fase sperimentale, di una progettualità innovativa, che tenga conto dei soggetti ai quali è destinata, per promuovere gli interventi necessari al loro reinserimento nella società. La Provincia, tramite l’Assessorato alla Solidarietà Sociale, promuoverà interventi e risorse finanziare per progetti specifici e innovativi che riguardano il territorio Agrigentino e destinata ai  giovani che sono soggetti alle misure alternative e sostitutive della detenzione. L’accordo riguarderà anche i minori stranieri “non accompagnati” che entrano nel territorio agrigentino senza fissa dimora e che transitano presso i servizi della Giustizia minorile. Anche per questi ragazzi la Provincia dovrà individuare progetti integrati specifici.  Il Protocollo avrà la durata di tre anni.

Il direttore del Centro di Giustizia minorile per la Sicilia, Michele Di Martino,  nel dare il benvenuto agli illustri ospiti ha detto “Per garantire il territorio è necessario che venga attivato un sistema di prevenzione. Nella provincia di Agrigento negli ultimi tempi sono stati registrati 277 casi di delinquenza giovanile e di questi 29 sono donne e 35 minori stranieri provenienti dal Marocco e dall’Egitto. La città capoluogo ha fatto registrare il numero più alto di casi , ben 56. Nel triangolo di Palma di Montechiaro, Licata e Favara la delinquenza giovanile si sviluppa nello spaccio della droga.  L’importante protocollo che oggi viene sottoscritto – ha concluso il dottore Di Martino – vuole essere un punto di partenza per eliminare le quote di negatività presenti nella provincia di Agrigento”.

L’Assessore provinciale alla Solidarietà Sociale, Carmelo Cantone  ha informato i presenti che “La Provincia Regionale di Agrigento già nel 2005 aveva istituito un “recapito” per contrastare la devianza minorile mettendo a disposizione alcuni locali di proprietà. Agrigento – e lo ha detto con molta amarezza – è la prima città come numero di casi e tra le ultime come infrastrutture. Oggi diamo l’avvio ad un nuovo percorso che dovrà consentirci in sinergia di sviluppare in positivo questo settore. Saranno, infatti, realizzati una serie di interventi per indirizzare i giovani verso il lavoro”.

Il Presidente della Provincia Regionale di Agrigento, Eugenio D’Orsi, come è nel suo stile è intervenuto con la franchezza che lo contraddistingue “La violenza tra i giovani è un male molto diffuso. Abbiamo bisogno di cambiare modo di pensare e immetterci nella strada di una nuova cultura di un pensiero che porti i giovani a saper scegliere tra il bene ed il male. Sulle radici dell’ignoranza cresce ed alligna la malapianta della criminalità, mentre con una vera e profonda crescita culturale  possiamo adeguatamente combattere la criminalità giovanile”.

Il Ministro di Giustizia, Angelino Alfano ha voluto ringraziare i responsabili delle Istituzioni presenti ed ha detto “Il circuito della sicurezza nasce tra i banchi di scuola ed i giovani sono i più sensibili al dettato dell’art. 27 della Costituzione Italiana. Per avere maggiore sicurezza occorre eliminare la recidiva, specialmente nei giovani e puntare ad un maggiore recupero della persona che ha sbagliato aiutandola ad inserirsi nel tessuto sociale. I giovani uscendo dal carcere si troveranno davanti ad un bivio: o continuare a delinquere oppure reinserirsi nella società  con adeguati interventi. Quindi occorre trovare le strategie più adatte per inserirli nel mondo produttivo. Il lavoro – ha concluso  il Ministro Alfano – è il migliore antitodo contro le devianze giovanili. Fondamentale sarà il ruolo degli Enti Locali. Mi auguro di poter sottoscrivere altri protocolli per migliorare la nostra stessa società”.