Agen: “Sulla logica dei personalismi prevalga l’interesse superiore della Sicilia”

“Come uomini di Confcommercio, come siciliani e come imprenditori non possiamo non assistere con preoccupazione e, ci si permetta con un pizzico di indignazione, a quanto si sta verificando a livello regionale”. Il presidente di Confcommercio Sicilia-Imprese per l’Italia, Pietro Agen, interviene sulle ultime vicende politiche regionali ed aggiunge: “Non sta a noi entrare nel merito dei torti e delle ragioni: ci siamo astenuti, per evitare sterili polemiche, dal criticare alcune presenze nella Giunta Regionale che ci apparivano incoerenti e contraddittorie, ci siamo altrettanto astenuti da facili polemiche sui ritardi e sulle molte cose annunciate e non fatte, mentre abbiamo condiviso la coraggiosa rottura con il passato sul tema della sanità, sulla vicenda dei termovalorizzatori e sul riordino delle strutture regionali; ma oggi di fronte allo sfascio annunciato e dell’incapacità delle forze politiche di porre i problemi della Sicilia davanti a quelli di bottega o di partito non crediamo sia più tempo di tacere”.
Per il presidente di Confcommercio “la crisi delle aziende in Sicilia ha raggiunto livelli di insopportabilità che ne pone a rischio la sopravvivenza, la povertà delle famiglie si è estesa in modo drammatico, la distruzione del territorio ad opera dell’abusivismo mai combattuto procede incessantemente, gli investimenti pubblici in infrastrutture sono, per osare un termine riduttivo, crollati. In questa situazione che vedeva nel POR 2007 – 2013 l’ultima occasione di ripresa, appare incomprensibile – puntualizza Agen – l’incapacità delle forze politiche che hanno, non vinto, ma stravinto le ultime elezioni regionali di trovare un minimo di accordo sui grandi temi, per avviare quelle azioni di ripresa che appaiono vitali per la nostra economia.
Parlare di governi di salute pubblica o di altre invenzioni del momento equivale a dichiarare pubblicamente – ribadisce il presidente regionale di Confcommercio – che il voto dei siciliani non serve a nulla. Per questo. come Confcommercio Sicilia, non possiamo che chiedere ancora una volta  al Presidente Lombardo, al sottosegretario Miccichè ai co-coordinatori Castiglione e Nania di superare la logica dei personalismi e di far prevalere l’interesse superiore della Sicilia.
E’ grave – conclude – che per risolvere la litigiosità siciliana si debba ancora una volta attendere l’intervento del Presidente Berlusconi, quasi che dopo tanti anni si debba tornare ad una Sicilia dove le scelte vengono fatte a Roma da non siciliani!”.