Conclusa la rassegna sui vini rossi siciliani

Si è conclusa con la premiazione dei migliori vini di Sicilia la “Rassegna Regionale dei grandi vini rossi siciliani” della Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino, sezione di Palermo.

L’epilogo nella superba cornice del Castello Chiaramontano di Naro dopo che la manifestazione si è snodata tra Racalmuto, Agrigento e Grotte servendo a focalizzare l’attenzione degli addetti ai lavori sull’entroterra agrigentino considerato il “regno del Nero d’Avola”. I vini premiati son stati: “Saganà 2007″ della Cusumano di Partinico, l'”Aquilae 2008” della Cantina Viticultori Associati di Canicattì e “D’A – Nero d’Avola 2007” degli Antichi Vinai di Passopisciaro in provincia di Catania per la categoria “Ultime tre vendemmie”; l'”Aynat 2005″ della Cantina Viticultori Associati di Canicattì, il “3 Carati” di Avide di Ragusa, e “Cembali” di Baglio di Pianetto di Santa Cristina Gela in provincia di Palermo per la categoria “Oltre le tre vendemmie”.

Questi i miglior vini decretati al termine del “VII° Banco d’assaggio regionale dei Grandi Vini Rossi di Sicilia” svoltosi a Naro.

Il risultato è scaturito dopo la degustazione dei 58 vini partecipanti alla manifestazione organizzata dall’enologo Gianni Giardina, delegato della sezione di Palermo e vice presidente nazionale dell’ONAV-Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino.

Domenica sera a Naro la conclusione di una tre giorni dedicata al “Nero d’Avola” svoltosi tra Racalmuto, Grotte, Agrigento e Naro cui hanno partecipato addetti ai lavori, amministratori e tecnici locali e regionali nonchè Michele Zanardo, stretto collaboratore del Ministro delle Politiche Agricole Zaia, e i soci di tutte le delegazioni provinciali dell’ONAV della Sicilia.

Premiato anche l’alunno Vincenzo Lombardo dell’istituto alberghiero Ambrosini di Favara vincitore del “VI° concorso enogastronomico Il Nero d’Avola in Sicilia” con il piatto “Pancetta su riduzione al Nero d’Avola salsa al pistacchio e gemme di melograno”.

Particolarmente interessante il contributo arrivato dal convegno ”Il Nero d’Avola: vitigno superato a ancora da valorizzare?” alla presenza di autorità e tecnici addetti ai lavori moderato dal giornalista Stefano Gurrera.