Omicidio al Villaggio Mosè, figlio adottivo sgozza il padre

cc-costantinoUn giovane, Constantin Gennaro di 23 anni (nel riquadro), ha ucciso, stanotte, il proprio padre adottivo sgozzandolo con un coltello. La vittima si chiama Damiano Gennaro, aveva 61 anni e faceva il commerciante di arredamenti per ufficio, anche se da alcuni mesi, in vista della pensione, aveva chiuso l’esercizio commerciale. Il delitto è avvenuto nell’abitazione della famiglia in via Sardegna 1 nel quartiere del Villaggio Mosè. Il ventitreenne, di origini russe, dopo aver ucciso, al termine di un litigio avvenuto nella camera da letto dei genitori, il padre adottivo ha chiamato il 112 e si è costituito. Durante la collutazione fra padre e figlio Constantin Gennaro si è fatto male alla mano destra ed è stato portato al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio”.

Costantin Gennaro era stato adottato assieme a due suoi fratelli, Alessandro ed Elena, una decina di anni fa dalla famiglia Gennaro. Damiano Gennaro era originario di Petralia Soprana, mentre la moglie Anna Pia Patti originaria di Taranto. Elena, la figlia adottiva maggiore, è sposata e vive in un’altra casa; Alessandro, l’altro figlio, invece, al momento dei fatti, era fuori con amici.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri di Agrigento, coordinati dal capitano Giuseppe Asti, l’omicidio è avvenuto al termine di un litigio violento fra padre e figlio. Il figlio, a quanto pare, dopo le urla e gli spintoni, avrebbe lasciato il padre in camera da letto e sarebbe andato in cucina da dove è ritornato con l’arma del delitto: un coltello. Con il coltello il ventitreenne di origine russa si è scagliato prima contro la gola e poi contro l’addome dell’uomo, uccidendolo sul colpo. Nulla ha potuto fare la madre, che è una disabile, per fermare la furia del giovane. L’inchiesta su quanto è avvenuto, nella notte, al Villaggio Mosè è coordinata dal sostituto procuratore Santo Fornasier.