La favola triste del regno incantato

sgd_internoSappiamo tutti come funziona, sappiamo cosa succede e come vanno le cose. Una cosa è certa: Il San Giovanni di Dio è stato sequestrato a luglio per gravi carenze strutturali e alto rischio sismico. Le motivazioni della magistratura portano a dei pensieri apocalittici: una scossa di terremoto, il possibile cedimento e magari centinaia di morti e feriti intrappolati sotto le macerie dell’ospedale. Uno scenario da brivido da far paura anche ad un supereroe che chiederebbe subito un trasferimento.

Sarà davvero così? Da quel che ho potuto capire e vedere, dentro il San Giovanni di Dio tutto procede come sempre.

Le pareti sono usurate dall’umidità, i pavimenti sono rattoppati da colate di cemento, ma è sempre stato così, già prima che l’ospedale fosse inaugurato 5 anni fa. Le buche a terra che per noi sono la cosa più normale, per molti che non conoscono “le nostre usanze” sono il vero scandalo.

In questi giorni ho scritto del San Giovanni di Dio per “Studio Aperto” e per “Panorama”: a vedere le immagini e le foto dello stato in cui versa la struttura, i colleghi sono rimasti attoniti e il rischio crollo è passato quasi per un attimo in secondo piano. Il problema per la procura, però, è proprio questo: il cedimento strutturale a causa del calcestruzzo depotenziato con il quale la struttura è stata messa su.

Crolli o non crolli, qui, non importa. Non e’ un problema, soprattutto per chi dentro il San Giovanni di Dio ci lavora o ci è ricoverato.

Un mese fa ho voluto fare un giro all’interno per capire che aria si respira: la gente sembra tranquilla, i pazienti sono tranquilli, i medici sono tranquilli. E’ un regno “quasi felice”.

Un addetto alle pulizie alla domanda: “Ma secondo lei crolla?”, risponde “Ma che crolla! Hanno detto: solo se viene il terremoto crolla. Ma sa quante cose crollano se viene il terremoto? Tutto il centro storico, il tribunale, ecc.”.

Un regno quasi incantato e allo stesso tempo una struttura che può trasformarsi in trappola e che è già una bella gatta da pelare per il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, che entro fine novembre deve ultimare le analisi tecniche e rimettere a posto quel che può.

A mio modesto parere il problema è molto semplice: perché il cemento a coprire le buche del pavimento? Perché le pareti usurate? Perché mentre camminavo dentro mi sono ritrovato davanti un sacco della spazzatura svuotato a terra, nel bel mezzo di un corridoio, con tanto di mosche che ronzavano intorno?

Perché si è arrivati a tutto questo? Il terremoto va bene, è pericolosissimo, l’ospedale va sgomberato, certo. Ma la procura, forse, avrebbe dovuto capire qualche anno fa, cosa ci fosse di marcio sotto.