Ciao Presidè!

La perdita di Filippo Lentini rappresenta per Favara la perdita di un pezzo fondamentale della storia della città, che dal dopoguerra ad oggi con le contraddizioni stridenti ha cercato di legittimarsi al rango di comunità moderna ed intraprendente.

Senza dubbio alcuno, gli ultimi 60 anni della nostra storia, sono stati legati alla figura  di Filippo Lentini, il più grande, il più autorevole, il più longevo , lucido e fine politico che Favara abbia avuto.

Con questo non voglio togliere i meriti di G. Ambrosini, brillante e celebrato costituzionalista, sicuramente con maggiore statura giuridica, ma meno legato alle vicissitudini e complicazioni  del territorio.

All’indomani dei funerali, cessate le rituali, ma anche sentite  celebrazioni ( ineccepibili le iniziative messe in campo dall’Amministrazione Comunale), provo a fare alcune semplici e brevi riflessioni sulla pesante eredità che ha lasciato ai favaresi e soprattutto alla classe dirigente e politica.

Premetto che la mia ultra trentennale militanza politica e i miei quasi quindici anni di ruoli istituzionali e politici, non hanno coinciso con una convergenza di vedute e di posizione, anzi molto spesso ha prevalso la conflittualità  ed in alcune circostanze anche molto esasperata.

Questo in ogni caso non ha mai rappresentato un ostacolo al riconoscimento reciproco del ruolo di interlocutori e per quanto mi riguarda al riconoscimento delle sue indubbie qualità e  capacità  politiche e di governo. E’ stato per quanto mi riguarda l’antagonista più autorevole, a cui va riconosciuta l’indubbia lealtà, che magari spesso non si riscontrava  nelle persone vicine e negli alleati.

In questi giorni sono state ripercorse tutte le tappe dei suoi successi politici, una carriera lunghissima, fatta anche di  qualche errore e qualche amarezza, ma poca cosa rispetto alla scia di grandi affermazioni: il governo della città e la fedele interpretazione dei bisogni dei favaresi nel dopo guerra; gli anni all’ARS  e l’attenzione alla valorizzazione del nostro territorio; l’esperienza dell’ESA e la promozione dell’occupazione e dell’agricoltura; la Lega Calcio e la passione per lo sport considerato un  grande valore.

Ma a mio avviso la grandezza di Filippo Lentini è stata anche negli aspetti più ordinari e quotidiani, che dovrebbero essere scontati, ma che scontati non sono ( Russello docet ): il senso della democrazia, l’attaccamento alle istituzione, la logica  di appartenenza e il ruolo fondamentale dei partiti, il rispetto e il riconoscimento degli avversari, la centralità degli interessi  collettivi, la necessità del dialogo e del contraddittorio.

Per queste  ed altre innumerevoli ragioni che per brevità non riporto, riconosco e mi auguro, possa essere universalmente  riconosciuto, a Filippo Lentini il ruolo di Padre Nobile di Favara. Auspico, altre sì che i prossimi anni possano essere caratterizzati da una gara di iniziative,  cerimonie, ricorrenze, riconoscimenti, intitolazioni, e che storici, politici, amministratori e uomini di cultura contribuiscano a mantenere viva la memoria di un grande favarese.

Ciao Presidè! Ti rivolgo per l’ultima volta, con ammirazione, il saluto di sempre. Lorenzo Airò