Centro storico, arriva ad Agrigento Bertolaso: “Subito la via di fuga”. Frecciata alla Sovrintendenza

bertolaso23“La via di fuga nel centro storico di Agrigento serve. E’ prioritaria. Già quattro anni fa era contemplata in una nostra specifica ordinanza”. Parola di Guido Bertolaso. Scusate se è poco. Il capo della protezione civile nazionale ieri pomeriggio , a distanza di quasi tre mesi, si è scomodato ancora. E’tornato nella città templi. Questa volta per occuparsi dell’emergenza crolli nella zona più antica della città. Ha partecipato ad un vertice in Prefettura, alla presenza, tra gli altri, del massimo rappresentante provinciale dello Stato, Umberto Postiglione, del sindaco Marco Zambuto, del Presidente della Provincia, Eugenio D’Orsi, del comandante provinciale della guardia di finanza, Raffo, e di quello dei carabinieri, De Iulio. “I progetti ci sono – ha aggiunto al termine dell’incontro Bertolaso – ma è necessario ora che le istituzioni quelle che, nel passato hanno frenato l’iter per la realizzazione di questa via di fuga, prendano consapevolezza dello stato di cose e operino di conseguenza”. Chi ha orecchie intenda. Il riferimento non può che essere alla Sovrintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Agrigento, la cui posizione, per bocca della sua massima rappresentante, Gabriella Costantino, resta distante rispetto all’idea di costruire la via di fuga. Quanto meno non è priorità. Costantino, in un precedente incontro in Prefettura, senza tanti giri di parole, aveva, infatti, detto: “prima consolidiamo il costone, le case, le piazze, gli ipogei e solo allora, dopo questi interventi, potremo cominciare a parlare di via di fuga”. L’analisi della sovrintende non convince, però, Bertolaso. “La via di fuga serve subito – tuona – per mettere in sicurezza le persone in caso di rischio, di pericolo. Non possiamo aspettare sei anni per le effettuare le operazioni di consolidamento. Per un semplice motivo. E se nel frattempo dovesse succedere qualche emergenza? E poi, dopo il consolidamento, che valore avrebbe la via di fuga – osserva Bertolaso. Bisogna inquadrare bene il problema e muoversi con grande senso di responsabilità”. E domani mattina, intorno alle 11, sopralluogo nelle viuzze del centro storico e nella zona del Duomo. Assieme a Bertolaso ci sarà l’arcivescovo di Agrigento, monsignor Francesco Montenegro, il cui grido d’allarme, lanciato nei scorsi, ha certamente contribuito ad accelerare il percorso per mettere a punto gli interventi. E durante il vertice in prefettura di oggi è stato affrontato, alla presenza del direttore dell’Asp, Salvatore Olivieri, anche il caso dell’ospedale San Giovanni di Dio, di cui Bertolaso ne è il curatore giudiziario. “Il rinvio dello sgombero dei reparti di ulteriori 30 giorni concessi dall’autorità giudiziaria – commenta il capo della protezione civile nazionale – lo abbiamo salutato positivamente. I vertici aziendali del nosocomio sono pronti per approntare un progetto per la messa in sicurezza dei corpi della struttura che risultano deboli a causa del cemento di scarsa qualità utilizzato. Dopo di che, se otterremo una ulteriore proroga, ci adopereremo per realizzare le opere, senza con questo creare disagi al servizio sanitario e scongiurando, quindi, definitivamente il rischio evacuazione del complesso di contrada Consolida” – assicura Bertolaso. Soddisfatto il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto. “Ancora una volta il governo nazionale sta riservando grande attenzione alla nostra città, alle nostre emergenze. Lo ha fatto e lo sta facendo con l’ospedale, lo farà concretamente anche con il centro storico” – conclude Zambuto.