Rigassificatore: tra bagarre e argomentazioni

Mons. Montenegro aveva convocato le parti in causa, Nuove Energie da una parte (presente al richiamo dell’arcivescovo che senza dubbio gode di un carisma maggiore dei rappresentanti del consiglio provinciale che invece si erano visti recapitare un “No grazie”), e le associazioni contrarie alla realizzazione del rigassificatore da un’altra.

Un incontro che doveva servire per chiarire gli aspetti legati alla costruzione del rigassificatore, un incontro soprattutto fortemente voluto dall’arcivescovo desideroso di potersi fare un’idea personale su un argomento che coinvolge l’intera collettività agrigentina.

Purtroppo, forse l’esasperazione di chi vede imporsi qualcosa dall’alto, ha fatto alzare i toni del dibattito.

Senza voler giustificare il pessimo comportamento dei rappresentanti delle associazioni del “NO”, interviene Gian Joseph Morici, presidente dell’Associazione Free che dichiara: “L’incontro doveva anche essere l’occasione per manifestare le perplessità su un impianto industriale che segnerà inesorabilmente e irrimediabilmente il nostro territorio – dice Morici – Mi dispiace dover constatare come molti organi d’informazione, abbiano evidenziato solo lo “scontro” che si è verificato dinanzi l’arcivescovo, dimentichi della validità delle obiezioni che da sempre sono state mosse al progetto.

Senza entrare nel merito della qualità del dibattito, al quale non ero neppure presente, vorrei sottolineare come gli animi di molti cittadini siano esacerbati dal dovere subire scelte imposte dall’alto, che non tengono conto del danno causato al territorio e delle perplessità della popolazione dinanzi alla realizzazione di un impianto a rischio d’incidente rilevante posto nelle immediate vicinanze di un centro abitato.

Quanto accaduto ieri, non può infatti far dimenticare le problematiche legate alla realizzazione dell’opera, gli aspetti legati alla sicurezza, il danno ambientale, la vocazione del territorio.

Nell’esprimere tutto il mio rammarico a monsignor Montenegro per quanto accaduto, mi conforta il fatto di avere la certezza che saprà comprendere e perdonare le eventuali esasperazioni dei toni,  non lasciandosi influenzare dalla maniera in cui sono state esposte le ragioni del no, comprensivo del fatto che nonostante la cittadinanza abbia più volte manifestato la contrarietà alla realizzazione del rigassificatore, si trova oggi impotente di fronte l’imposizione di un’opera non voluta e dinanzi una classe politica che, nella migliore delle ipotesi, non ha tenuto in considerazione la volontà popolare” conclude Morici.