Pacchetto Sicurezza, niente più sbarchi a Lampedusa. Ma oltre 50 operatori rischiano ora il posto di lavoro

pacchetto sicurezzaNelle Pelagie non sbarcano più immigrati. Non c’è più quel via vai continuo di clandestini. Le carrette, affollate di uomini, donne e bambini in cerca di una terra promessa, sono diventate ormai quasi un miraggio. Il pacchetto sicurezza, varato dal governo Berlusconi, comincia a produrre i suoi effetti positivi. Però anche questa è una medaglia a due facce: dunque c’è scolpito  il segno meno: negativo. Rappresentato non solo dall’aspetto umanitario, ma anche dai riflessi e dalle ripercussioni che l’arresto e la riduzione del fenomeno dell’immigrazione è pronto a provocare, inesorabilmente, in termini occupazionali. Oltre 50 dipendenti della società “Lampedusa accoglienza”,  che gestisce il centro per i migranti, rischiano, infatti,  di perdere il posto di lavoro.  Padri e madri di famiglia in difficoltà. La convenzione con il Ministero dell’Interno scade tra due giorni e  nell’isola non ci sono più disperati da tenere  a bada, da curare  da assistere. Tali, numericamente, da giustificare, secondo i datori di lavoro, la loro presenza, il loro utilizzo.  Da qui l’esigenza allora della società di avviare l’iter per il licenziamento degli operatori dal momento che è difficile che il governo nazionale rinnovi il contratto perché il numero dei migranti che giungono a Lampedusa si è ridotto notevolmente grazie all’accordo tra Italia e Libia. Una delle possibilità, messa sul tappeto dalla Cisl, è una sorta di contratto a chiamata del personale che, di volta in volta, sarà necessario per fronteggiare le emergenze. I due centri per i migranti però non dovrebbero chiudere. Lo assicura il sindaco Dino De Rubeis. “Nelle due strutture – dice – continueranno ad operare una sessantina tra militari e carabinieri del battaglione di Palermo”.