“La “buona” Sicilia di un tempo”, intervista con l’autrice Mariangela Gentile

Copertina_gentile“ La buona Sicilia di un tempo” è il titolo del suo lavoro, è una critica alla Sicilia di oggi?

No. Tutt’altro. Il mio lavoro è volto a tessere un filo di continuità tra le buone angolature della Sicilia di un tempo e le stesse che oggi la Sicilia conserva. Talvolta i mezzi di comunicazione, purtroppo animati da giusta causa, usano toni denigratori per descrivere le campagne brulle, l’odore di zagara al mattino presto, il ribollire del vino, lo spessore di un modo di vivere che è solo di noi siciliani.

Il lavoro è un intreccio di storie e sapori, un invito a stringere, tra i pugni, la propria terra piena di radici perché una terra viva non ha mai paura di fiorire.

Il lavoro concorrerà al Premio Giornalistico “Sicilia Madre Mediterranea” indetto dall’Assessorato Agricoltura e Foreste della Regione Sicilia, un premio impegnativo.

Ho parlato della mia terra romanzandone, talvolta, le dure note della realtà. In una fase temporale nella quale, in Sicilia,  è in atto una diaspora di giovani laureati mi sono posta un interrogativo tentando di rispondere a me stessa. Cercando di spiegare la mia controtendenza. Mi sono chiesta perché ho scelto la Sicilia e ho risposto che, in Sicilia, si sceglie senza sapere di averlo fatto. Non sono gli uomini che vivono, è la terra che freme per essere vissuta. Riguardo al premio, spero sia dato spazio ai giovani. Sono consapevole, alla luce delle edizioni precedenti del Premio stesso, di concorrere con persone qualificate e, sicuramente, con un bagaglio culturale e professionale più ampio del mio, ma io sono, nella mia semplicità, una che resta, che non desiste.

Oggetto del premio è la valorizzazione del patrimonio culturale, naturalistico, sociale della Sicilia in riferimento ai valori enogastronomici. Come pensa di avere centrato l’obiettivo?

Ho scritto da ospite. Durante la stesura del lavoro ho riflettuto su ciò che ho sempre considerato radicato alla mia terra, senza un perché. E ho scoperto orizzonti inimmaginabili. Ho scoperto che tutte le cose hanno un perché e che in Sicilia nulla è come sembra. Ho fatto lavoro di ricerca sul campo. Mi sono soffermata ad ascoltare chi il filo delle buone angolature ha iniziato a tesserlo per la prima volta, ho esplorato vecchie foto risalendo alle origini della mia terra. Ho usato la storia del passato per comprendere le tradizioni del presente.

Si improvvisa scrittrice o la sua è una passione radicata?

Penso la scrittura sia un sentimento viscerale, rifugia da qualsiasi ricostruzione razionale. No, non è una passione improvvisata, scrivo ormai da parecchi anni. Sono attualmente caporedattrice del Giornale “La Zagara”, il Giornale della Facoltà di Giurisprudenza, che frequento, presso la Lumsa di Palermo. In passato sono stata caporedattrice del Giornale “Fuori Testo” presso il Liceo Classico “Virgilio” di Mussomeli, collaboratrice con il Giornale di Sicilia, vincitrice di numerosi premi letterari tra cui il Premio Scafati col patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, del Consiglio dei Ministri, della Regione Campania, Provincia di Salerno e Città di Scafati. Attualmente curo una pubblicazione con il Comune di Cammarata, il mio comune di residenza. Ma, soprattutto, ho tanti progetti per il futuro.