Lettera al Direttore

rigassificatoreCaro direttore Castaldo, con mio grande disappunto, a cui credo si aggiunga quello di altri 6999 agrigentini che hanno espresso il loro “no” in merito alla costruzione del rigassificatore, ho appreso la notizia che dalla regione (ma perché: abbiamo una regione intesa come istituzione???) è arrivato il via libera alla costruzione del rigassificatore. E così, tra gennaio e marzo 2010, inizieranno i lavori per la costruzione dell’opera. Certo, magari si può discutere sul fatto che, in una terra come la nostra, i lavori per la realizazione di qualcosa si sa quando iniziano, e se iniziano, ma non si sa quando finiscono, e se finiscono. Ma transeat sui termini cronologici di realizzazione e di completamento, il problema credo sia la costruzione dell’opera.
Dalla capitale Roma è pervenuto sul tavolo dell’assessore regionale all’industria il benestare alla realizzazione dell’ecomostro, firmato tra l’altro con tanta solerzia e senso del dovere dalla ministra siracusana Prestigiacomo e dal ministro romano Matteoli. Ma oltre alla signora Prestigiacomo e al signor Matteoli, del fatto che tale ecomostro si costruisca in territorio agrigentino, se ne sono fregati e se ne fregano tutti quei politici agrigentini che stanno ad Agrigento, ma anche tutti quelli che occupano una sedia in Parlamento a Roma ma anche a Bruxelles. Tutti questi signori, ma anche chi del progetto se ne occupa attivamente, hanno fatto orecchie da mercate alle parole dell’ex comandante della capitaneria di porto di Porto Empedocle che aveva posto 27 veti alla costruzione dell’impianto, affermando che si doveva procedere ad un approfondimento burocratico progettuale. Ma a parte le parole dell’ufficiale, più semplicemente mi vien da pensare come mai la ministra Prestigiacomo non si sia impegnata con altrettanta solerzia e senso del dovere nel firmare un decreto di costruzione di un rigassificatore nella sua Siracusa: non credo che un’opera di tale importanza avrebbe potuto ledere l’immagine e mettere in pericolo la sua città. Soprattutto alla luce del fatto che un opera come il rigassificatore, stando alle parole di chi ne augura la costruzione,  apporta numerosi vantaggi economici e turistici così come il rigassificatore di Porto Empedocle ne apporterà alla stessa Porto Empedocle e ad Agrigento. Vantaggi economici che deriveranno, soprattutto per la città marinara, dalle somme che l’Enel garantirà al territorio empedoclino. Se poi un giorno o l’altro si possa verificare un qualsiasi incidente tale da uccidere diverse persone o che ne metta a repentaglio la salute, chi se ne frega? Tanto l’enel ha dato i soldi al territorio. Ma gente, ci pensate? L’enel si farà carico anche della costruzione di un’altra banchina dove attraccheranno le navi da crociera: ullallà, grandioso, avremo le navi da crociera che lasceranno centinaia di turisti accanto al rigassificatore e a pochi passi dai templi…………… Ma mi sorge un dubbio: per garantire la sicurezza, non avevano detto che per diverse ore, per tre giorni la settimana, la navigazione attorno alle navi gasiere e al rigassificatore doveva essere interdetta a qualsiasi “forma di navigazione” durante le operazioni di scarico del gas? Come faranno le navi da crociera a giungere sulle nostre coste? Ah, già, forse le compagnie di navigazione prenderanno degli accordi con le navi gasiere e la società che gestirà l’impianto………..proprio così, navi gasiere e navi da crociera si alterneranno in modo che nei giorni in cui non ci siano le une ci siano le altre. Ma non finisce qui: l’enel, che più che un ente energetico sembra un ente umanitario di sostegno alle popolazioni disagiate, potenzierà l’illuminazione nella valle dei templi, migliorerà le strade e relizzerà delle aree verdi vicino il rigassificatore. Ora, vien da pensare: ma ci volevano l’enel e il rigassificatore per mettere quattro lampioni in più nella valle dei templi?

Dopo più di duemila anni dalla costruzione dei templi ci si accorge solo ora che la valle dei templi è sempre stata al buio e questo grazie alla soprintendenza che ha sempre posto il veto alla collocazione di quattro
lampioni nel perimetro della valle. E dobbiamo ringraziare Giovanni Paolo II se sotto il tempio di Giunone si siano collocati un paio di faretti che illuminano la croce ferrea che ricorda il suo viaggio ad Agrigento nel maggio del 1993. Assisteremo all’ennesima querelle tra la soprintendenza e, in questo caso, l’enel. Enel che si farà carico anche del miglioramento delle strade: bene, benissimo! In tutti questi anni a quanti incidenti, anche mortali,  abbiamo assistito lungo le nostre strade? Che dovevamo aspettare l’enel per migliorarle? Ora magari dovremmo essere grati al rigassificatore se ci migliorano le strade? Booooh, ma consoliamoci col fatto che la benemerita enel ci delizierà con la costruzione di diverse aree verdi vicino il rigassificatore. Mi vien da pensare a quei giorni come Pasquetta, il 25 aprile, l’1 maggio, il 2 giugno o quelle afose giornate di luglio e agosto quando potremo magari fare un bel picnic in queste aree attrezzate all’ombra degli alberi (che ci impiegheranno diversi anni a fare ombra) e col panorama del rigassificatore che allieta la nostra vista. Si pensi a un particolare: se si tiene conto che il processo di trasformazione del gas dallo stato liquido allo stato gassoso sarà espletato utilizzando l’acqua del mare che, cedendo calore al metano liquido, lo riporta allo stato gassoso, l’acqua verrà riversata in mare con l’aggiunta di candeggina (o ipoclorito di sodio) servita come anticorrosivo dei tubi. Ecco quindi che nelle afose giornate estive sarà ancora più invitante fare un bel bagno in quelle acque cosi rinfrescanti che avranno una temperatura inferiore di 5 gradi e che ci forniranno anche una certa sicurezza igienica visto che saranno intrise di candeggina. E magari nel museo del mare che l’enel vorrà costruire saranno ospitati i resti della flora e fauna marine danneggiate dall’ecomostro. E poco importa se potremmo bere di quell’acqua così modificata visto che nelle vicinaze del sito di costruzione del rigassificatore sorgono gli impianti di dissalazione.
Caro direttore e cari lettori, anche se l’impianto a pieno regime impiegherà un centinaio di persone altamente qualificate, l’errore umano può essere sempre un pericolo più che reale, come reale può essere il pericolo derivante anche dalla casualità degli eventi. Saranno inoltre impiegate circa 500 persone per la costruzione con un picco di 900 unità lavorative selezionate nel territorio: e qui vai con le raccomandazioni per avere un posto di lavoro seppur tempoaneo: e dopo? Che faranno tutte queste persone?

Caro direttore Castaldo, non mi voglio dilungare ancora; la mia vuole essere solo una lettera di sfogo per le continue angherie che la nostra città e il nostro territorio sono costretti a subire continuamente dalla classe politica agrigentina e non. Chi vivrà vedrà.

Lettera Firmata.