Nota stampa di Ausilia Eccelso (IDV) sul rigassificatore

CHI HA DETTO CHE IL RIGASSIFICATORE NON NUOCE? ALLA MAGGIORANZA ALLA PROVINCIA DI AGRIGENTO SEMBRA GIA’ DI SI’! PRIMI DANNI DI UN PROGETTO ANCORA DA INIZIARE… 19 a 9, PALLA AL CENTRO.

Un terremoto.

Ecco cosa succede quando la gente decide democraticamente e con coscienza di ciò che la riguarda.

Qualche giorno fa un consiglio provinciale straordinario sul tema rigassificatore si era trasformato improvvisamente (all’atto della richiesta della votazione del documento che si oppone al progetto) da un gradevole scambio di opinioni, ad un vero e proprio teatrino. L’allibito pubblico ha dovuto assistere ad un ignobile “ricatto” che alcuni consiglieri (ed assessori) della maggioranza, hanno perpetrato in danno a quei colleghi che, votando per coscienza, e non per volontà di partito, su un tema che riguarda tutti indistintamente, sia che si sia di destra che di sinistra, hanno scelto di sostenere il loro no al rigassificatore di Porto Empedocle.

La farsa è poi continuata facendo cadere in seguito, tramite un’astuta mossa di regolamento sulle votazioni del consiglio straordinario (che normalmente non prevede il numero legale), la seduta.

Ieri, grazie anche alla “testardaggine” di alcuni consiglieri di opposizione (uno su tutti, Gallo, ma anche Avarello, Spoto, Camilleri, Di Ventura e altri), si è svolto un nuovo consiglio provinciale, questa volta ordinario – e quindi dal forte valore politico – che ha messo in luce un consiglio provinciale oserei dire orfano di se stesso.

Ed aggiungo, per fortuna.

Ieri sera, come anche allo scorso consiglio straordinario, abbiamo assistito ad una presa di posizione da parte di ben 11 consiglieri della maggioranza a dir poco eroica.

Costoro, a cui va tutto il mio rispetto, hanno avuto il coraggio e la correttezza di distaccarsi, per una volta dalle logiche di partito e di pensare – come dovrebbe fare ogni buon politico – al benessere della gente.

Una scelta che ha causato un terremoto appunto, in aula prima, e-possiamo immaginare- nei centri di comando subito dopo. Dopo gli “infami” questa volta si è passato alla richiesta di dimissioni immediate, una scena pietosa che tutti i cittadini avrebbero dovuto vedere. Sceneggiate napoletane con vesti stracciate come gli antichi scribi e farisei di biblica memoria, uno spettacolo indecoroso, ed allo stesso tempo triste. E tutto perché… semplicemente perché alcuni colleghi di maggioranza (tutto l’UDC e parte dell’MPA e del PDL) non si erano voluti rendere partecipi di questo affaire, che ogni giorno di più si va disvelando per quello che è, un vero affare sì ma per i soliti noti, e la cui costruzione non porterà niente di buono, anzi.

19 voti a favore della mozione contro il rigassificatore e 9 contro.

Un successo.

Per la brava gente. La gente normale che era andata ad assistere al consiglio per guardare in faccia chi avrebbe votato contro la propria terra e contro la sua stessa popolazione, gente che ha assistito a tutto questo.

Un successo dicevamo, politico sicuramente, perché si è riusciti a far assumere al consiglio provinciale ed ai singoli consiglieri le proprie responsabilità davanti agli elettori, ed è per questo che si voleva ostacolare il voto anche questa volta, tanto che il punto del rigassificatore da primo è stato inizialmente declassato ad ultimo (diciannovesimo) per far in modo di confezionare lo stesso giochetto e far mancare il numero legale. Purtroppo per qualcuno, questa volta il giochetto non è riuscito.

Allora la riflessione che vien da fare in questo momento ed alla luce di un tale e  sorprendente (è il caso di dirlo) risultato è la seguente: ma se durante un consiglio provinciale,  sede di interessi per tutti (ma soprattutto dei suoi componenti), in una terra come la nostra dove avere la coerenza di portare avanti le proprie idee è una cosa rara, si è avuto questo esito, e cioè che gente in quota a partiti platealmente schierati a favore del rigassificatore decidesse di votare diversamente alle direttive ricevute (con un atto, ribadiamo, di grande coraggio), ci chiediamo, cosa sarebbe successo se i cittadini di Porto Empedocle, Agrigento, Realmonte e via dicendo, avessero avuto la possibilità – COME ERA LORO DIRITTO – di poter dire la loro mediante il referendum (richiesto per legge per costruzioni di questo genere)? Siamo così sicuri – come ci hanno sempre ripetuto dal primo momento – che gli empedoclini ad esempio, fossero tutti felici di volerlo questo impianto? E soprattutto dopo essere stati informati sui pro ed i contro in maniera del tutto neutra? Abbiamo solo la parola di alcuni professionisti della politica, che ormai, talmente pieni del loro ego (o forse per paura –come ieri sera- di appurare che la realtà è diversa da come ce la descrivono) decidono non PER I (a favore di) ma AL POSTO DEI cittadini, anche quando i cittadini possono dire la loro.

Chiedo a voi allora…, siamo ancora così sicuri di quale sarebbe stato il risultato?

Bene. Anche la maggioranza di ieri sera lo era.