Liceo Scientifico “Leonardo”. Presentazione libro “Catturandi”

legalità“Vi racconto la caccia ai più pericolosi latitanti di Cosa nostra”

Giovedì 12 novembre 2009, presso l’aula “S. Flora” del Liceo Scientifico “Leonardo” di Agrigento, il poliziotto autore del libro “Catturandi” racconterà storie di mafia e di mafiosi agli studenti.
Accanto a lui, nella veste di moderatore, ci sarà il Direttore di Agrigentoweb.it Lelio Castaldo.
L’iniziativa, fortemente sostenuta dal Dirigente Scolastico Guido Pancucci nell’ambito del progetto di istituto finalizzato alla diffusione della cultura della legalità, è coordinata dalla Vicaria Rosellina Greco, la quale , riferendosi ai preparativi, ha dichiarato: “ Aspettiamo con entusiasmo ed emozione questo coraggioso servitore dello Stato, la cui la testimonianza darà vigore alla speranza di cambiamento delle giovani generazioni  e al loro sogno di una Sicilia onesta”
Il suo soprannome è “il maresciallo dei telefoni”. Il suo vero nome, nessuno lo sa. Per ragioni di sicurezza e di riservatezza ha dovuto firmare il suo libro, intitolato “Catturandi”, con l’acronimo I.M.D. Rivelare la propria identità, infatti, sarebbe troppo rischioso per lui, che di mestiere fa il cacciatore di latitanti. I.M.D. è un trentaseienne poliziotto siciliano, laureato in scienze politiche con una tesi sulla mafia cinese, e da una decina d’anni lavora alla sezione Catturandi della Squadra mobile di Palermo, un pool speciale creato esclusivamente per inseguire e far cadere in trappola i più pericolosi latitanti mafiosi.
Ha cominciato ad aver voglia di scrivere quando si è trovato fra le mani i pizzini di Salvatore e Sandro Lo Piccolo. Dicevano di affari, ricatti, complicità e tanti enigmi. E’ diventato scrittore per iniziare la sua indagine più difficile, entrare nella mente  e nei misteri dei mafiosi attraverso quella serie interminabile di parole segnate con una grafia incerta. Lui scrive soprattutto per capire i mafiosi che ancora cerca. Ma anche per raccontare cosa è diventata oggi la mafia.
“Da Provenzano ai Lo Piccolo: come si stana un pericoloso latitante” è il sottotitolo del libro. L’autore descrive in quale modo e con quali strumenti gli uomini della Catturandi rincorrono i boss di Cosa Nostra per assicurarli alla giustizia. Si tratta di un punto di vista interno privilegiato, offerto da chi ha partecipato in prima persona alle indagini sui vertici della Cupola contribuendo all’arresto di noti mafiosi come Aglieri, Brusca, Vitale, “Binnu” Provenzano, i Lo Piccolo.
Un lavoro fatto di lunghi e snervanti appostamenti e  pedinamenti, controllo del territorio, intercettazioni ambientali e telefoniche, operazioni che possono durare giorni, mesi o addirittura anni. Fra le attività quotidiane vi è quella di sorvegliare ricercati e loro favoreggiatori con telecamere quasi invisibili, installare microspie, ascoltare e riascoltare attentamente le conversazioni dei mafiosi per decifrarne codici e messaggi, scoprine ragionamenti e abitudini. Attività che richiedono sofisticate strumentazioni tecnologiche di intelligence, così come è altrettanto indispensabile l’essere dotati di fiuto, metodo, accortezza, abnegazione, esperienza, sacrificio, coraggio e tanta pazienza.
I.M.D. non può essere fotografato, vive come un’ombra nell’anonimato. Fa una vita difficile e sacrificata. Ma non molla. Gli dà forza la convinzione che la mafia non è invincibile.
E lo racconterà agli studenti del “Leonardo” : senza veli, stavolta.