Cedimenti, le segnalazioni dei cittadini

Una palazzina di quattro piani in  via Caduti per la resistenza, 18, presenta  lesioni nella muratura portante a partire dal seminterrato fino ai piani superiori. Gli inquilini hanno chiesto una  urgente verifica tecnica per risalire alle cause del cedimento e realizzare lavori di consolidamento necessari per la salvaguardia della pubblica e privata incolumità.  Serve cioè un intervento degli operai del Comune per fermare la frana nella collinetta su cui sorge l’abitato. Osservano infatti gli inquilini che vi sono infatti evidenti fenomeni di “degrado della sede stradale, dovuti principalmente all’usura del manto di asfalto, in alcune parti totalmente assente a causa del dilavamento delle acque meteorologiche provenienti dalla strada a monte e dell’assenza di dispositivi di regimazione delle predette acque”. Ma  l’assessore Renato Buscaglia  è di diverso parere. Ritiene infatti  che    il cedimento  della sede stradale dipenda dagli scarichi delle acque pluvie. “Questi inquilini hanno  le grondaie rotte. L’abbiamo verificato alla presenza del loro tecnico. Quando piove l’acqua non viene incanalata e si riversa sull’area circostante il palazzo penetrando nel terreno. Le infiltrazioni sono tali da provocare il lento cedimento della strada. Abbiamo pertanto disposto che devono sistemare le grondaie. Subito dopo il Comune interverrà per consolidare e mettere in sicurezza la strada comunale”. Ma Totò Magro non è d’accordo:” “Abbiamo controllato le grondaie e gli scarichi del nostro stabile funzionano correttamente . Quindi l’assessore Buscaglia ha mentito quando dice che ha verificato con il nostro tecnico le condizioni degli scarichi delle acque piovane e delle fognature, perché quando io e i condomini e il tecnico abbiamo fatto le prove per sgombrare ogni eventuale dubbio, le grondaie e gli scarichi erano e sono perfettamente funzionanti.Io mi assumo la responsabilità di tutto quello che ho detto e sono costretto a lasciare la casa per sicurezza e vivere in un altro posto, poiché non ci sono le condizioni, senza opere di consolidamento ecc. di poter eseguire la ristrutturazione”.Lo scorso 5 Giugno il Comune di Agrigento    ha diffidato i condomini a provvedere al ripristino delle condizioni di sicurezza dell’immobile, indicando i lavori da effettuare. Ma gli inquilini insistono: “i danni patiti dall’edificio ed il probabile assestamento sono la stretta conseguenza del dissesto e dallo smottamento della strada pubblica adiacente l’immobile e dei due costoni collinari e non il contrario”. Ritengono cioè né le grondaie rotte, né altri scarichi siano all’origine della frana. Insistono pertanto nel precisare che “i lavori di messa in sicurezza dell’immobile privato devono necessariamente essere coordinati e correlati a quelli di rifacimento della pubblica via con eventuali  lavori di consolidamento, per  ripristino delle condizioni tecniche di sicurezza, per evitare l’insorgenza di nuovi dissesti che cagionino danno all’edificio e alla  pubblica e privata incolumità”. E poi ritengono il Comune in ogni caso “responsabile del danno, a causa della inadeguata realizzazione  e manutenzione della via, in particolar modo del tratto finale di Via Caduti per la Resistenza, priva di dispositivi che consentano il corretto smaltimento delle acque meteoriche provocando voragini e lo smottamento della strada pubblica con danni all’edificio”. Mentre continuano le dispute per stabilire chi deve fare i lavori, le nuove piogge continuano ad aggravare la situazione e la voragine avanza.

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