Centro storico, la preoccupazione degli agrigentini

centrostoricoSulla via di fuga per gli abitanti del centro storico nel malaugurato caso della necessita di abbandonare le proprie case per un evento frano, l’arcivescovo ha scritto parole di fuoco: “Sono anni che ad Agrigento si parla di questo problema e alla richiesta di fare qualcosa di risolutivo, si risponde, da chi ha possibilità di decisione, che si sta studiando la soluzione migliore. Ma perché ci vogliono i morti per trovare subito le giuste risposte?”. La situazione del centro storico è davvero preoccupante. Già negli anni Novanta il responsabile nazionale della protezione civile, visitando la città disse:”Se dovessi scegliere, mi sentirei più a sicuro sull’Etna che non nel centro storico di Agrigento”. Sulle tante insidie del nostro centro storico ne sanno parecchio i cittadini che vi abitano. Aurelio Dispensa   lavora nel panificio a due passi dalla Chiesa di San Girolamo, chiusa da venticinque anni perché cadente. “E’ venuto giù il tetto, il campanile, pezzi interi della facciata barocca, che è stata pure puntellata malamente. Si dice che ci sia anche un finanziamento già pronto e in questi anni ho visto tanti tecnici del Comune venire qua a guardare e discutere e poi vanno via promettendo interventi che non sono mai arrivati”.

Poco più sù hanno puntellato anche il palazzo Iacono. Il problema è lo stesso e la gente che abita di fronte il 25 marzo del 2008, dopo un’assemblea di quartiere, ha presentato un esposto alle autorità competenti. Angelo Argento che ha la casa di fronte ce lo mostra: “ L’esposto mette in risalto il continuo distacco delle due colonne con una inclinazione verso l’esterno che è drammatica e seriamente preoccupante, il cui probabile e imminente pericolo di crollo potrebbe causare una immane tragedia”, dice Argento.

Da qui alla frana in via Sant’Antonio, che si è portata via una parte della scala che grava su una casa già diroccata e rischia di spingerla in giù, ci sono un centinaio di metri. Altre frane anche nel quartiere San Giacomo, nella via Spoto e in via Re. Vennero i tecnici a vedere. Chiusero la stradina con un paio di palizzate di legno che sono ancora là. Si aspettano le soluzioni.  Un’altra palizzata dovrebbe impedire l’accesso ad un’ampia parte del marciapiedi di via Empedocle dove esistono pericoli di crolli. Solo una fatiscente palizzata, nessuna segnalazione. Di voragine ai piedi del proprio palazzo parlano gli inquilini di un palazzo in via Caduti della Resistenza:” in seguito al cedimento della strada antistante la nostra palazzina presenta lesioni nella muratura portante a partire dal seminterrato fino ai piani superiori e abbiamo chiesto al  Comune di provvedere. Attendiamo da quasi un anno”, dice il Totò Magro. Ci vogliono i morti per le giuste risposte ?