Intervista a Rino La Mendola

consiglioordinearchitettiIntervista a Rino La Mendola, riconfermato alla guida dell’Ordine degli Architetti di Agrigento.

Lo   scorso   7   Ottobre  si   è  insediato  il   neo-eletto  Consiglio  dell’Ordine. Lei, forte di un successo elettorale  senza precedenti,  pari al  95,53%, è stato confermato Presidente per  il quinto mandato  consecutivo; in particolare, Lei è presidente sin dal 1996: come si è trasformato l’Ordine in questi ultimi tredici anni?

Negli ultimi anni, l’Ordine si è progressivamente trasformato da semplice organo corporativo, proteso esclusivamente alla vigilanza sulla corretta osservanza delle norme di deontologia professionale, ad un soggetto attivo nella società civile, impegnato, da un lato, nella formazione e nell’aggiornamento professionale dei propri iscritti, dall’altro, nella promozione di una corretta gestione del territorio e nello sviluppo sostenibile della nostra terra. Per rimanere nell’ambito agrigentino, si ricordi il progetto Hyperion, i concorsi di idee sulla riqualificazione del centro storico e della cittadella degli studi di contrada calcarelle; si ricordi il contributo offerto dall’Ordine alla pianificazione della città dei templi nella fase di adozione del PRG; si ricordi, ancora,  il progetto ecodomus-agrigento, che  porterà lavoro, nel rispetto dei principi della bioedilizia e del risparmio energetico o, ancora, il progetto donato dall’Ordine al Comune di Agrigento qualche mese fa, per la riqualificazione dei giardini antistanti porta di ponte; grazie a quel progetto il Comune ha potuto partecipare al bando sulla riqualificazione urbana , pubblicato lo scorso mese di aprile.  Si ricordi, infine, la collaborazione offerta alla protezione civile, con la partecipazione di due squadre di architetti volontari, inviate dall’Ordine in Abruzzo per  censire  i danni prodotti dal sisma.

Ma ritengo giusto sottolineare che questi obiettivi sono stati raggiunti grazie alla collaborazione dei consiglieri e degli iscritti all’Ordine, che sono sempre vicini al consiglio direttivo e grazie al lavoro svolto dai miei predecessori e dai consigli direttivi  che si sono succeduti dalla fondazione dell’ordine ad oggi.

La sua lista ha preso complessivamente ben 6.047 voti, conclamando una  notevole affermazione elettorale. Quali sono le reazioni ad un voto pressocché  plebiscitario e quali programmi intende portare avanti, durante il prossimo quadriennio 2009-2013?

E’ certamente emozionante rilevare che gli architetti agrigentini, dopo ben cinque mandati consecutivi, lunghi  ben tredici anni, credono ancora fermamente nel gruppo che rappresento, votando ancora una volta in modo quasi plebiscitario. Ciò ci carica di crescente  energia, indispensabile  per raggiungere nuovi obiettivi, non solo in favore della stessa categoria degli architetti, ma, in linea con il lavoro svolto negli ultimi anni,  anche in favore dello sviluppo sostenibile del nostro territorio.

Proseguendo lungo tale  percorso tracciato negli ultimi anni e nella consapevolezza dell’importante ruolo svolto dalla figura dell’architetto nei processi di trasformazione del territorio, al centro del nostro programma, per i prossimi quattro anni, c’è la formazione e l’aggiornamento  professionale, l’interlocuzione e la collaborazione con le istituzioni locali (per promuovere la riqualificazione del territorio della provinciadi Agrigento) ed il confronto, attraverso la Consulta Regionale, con il Governo ed il Parlamento Regionale affinché vengano  presto varati provvedimenti legislativi che semplifichino l’affidamento degli incarichi professionali  e  la redazione degli strumenti di pianificazione.”

Il Consiglio  uscente è stato confermato integralmente, o ci sono  nuovi ingressi?

Otto degli undici componenti del Consiglio uscente sono stati confermati (oltre a Rino La Mendola: Giuseppe Antona, Rosa Maria Corbo, Pietro Fiaccabrino, Riccardo Lombardo, Emanuele Maratta, Giuseppe Mazzotta, Simona Sanzo), pertanto i nuove ingressi sono tre: gli architetti di Sciacca Ignazio Gallo e Massimiliano Trapani ed il consigliere triennale  Giovanni Raineri (arch. junior).

Quindi, è stato avviato un progressivo e parziale rinnovamento del Consiglio, con l’obiettivo di garantire continuità  tra il mandato appena concluso, il mandato 2009-2013 che stiamo avviando ed il prossimo mandato 2013-2017.

Con l’insediamento dello scorso 7 ottobre, sono state individuate le cariche elettive di Presidente, Vicepresidente, Segretario e Tesoriere?

Si,  io sono stato confermato  nel ruolo di  Presidente; sono stati inoltre confermati Giuseppe Mazzotta, nel ruolo di Vicepresidente, e Rosa Maria Corbo, nel ruolo di Tesoriere; mentre Riccardo Lombardo rileverà  Gaetano Greco (che non si è ricandidato) nel ruolo di Segretario. Sono stati inoltre istituiti  dieci dipartimenti tematici,attribuiti ai dieci consiglieri. Dopo la nomina dei coordinatori e dei componenti dei dipartimenti suddetti, l’organigramma completo sarà pubblicato sul sito dell’Ordine.

Quali sono gli ultimi obiettivi raggiunti dall’Ordine o dalla Consulta Regionale, durante il precedente mandato?

L’ultimo obiettivo  raggiunto nel corso dell’ultimo mandato,è da riferire all’inserimento di due articoli,  che  hanno superato due  notevoli problematiche.

La prima riguardava la VAS, cioè la Valutazione Ambientale Strategica, che è una procedura alla quale devono essere sottoposti, dallo scorso 12 Febbraio, tutti gli strumenti di pianificazione ed i programmi che hanno una ricaduta sul territorio.

Per effetto di tale norma, tutti gli strumenti  urbanistici giunti al vaglio del CRU, dopo trafile decennali, avrebbero dovuto essere restituiti ai consigli comunali competenti per una rivisitazione  pressoché completa,  alla luce delle nuove procedure. Ciò avrebbe causato quindi un blocco totale della pianificazione regionale per i prossimi 5-6 anni.

Peraltro, tra i piani  rimasti fermi al CRU  vi era proprio quello di Agrigento, che giunto ad un passo dall’approvazione, veniva così bloccato chissà per quanti anni ancora.

La Consulta Regionale degli Architetti ha  chiesto dunque al Parlamento Regionale di varare una norma/deroga  per  gli strumenti di pianificazione  già adottati ed al vaglio del CRU. Tale norma è stata varata con l’art.59 della finanziaria, sbloccando  l’istruttoria di una serie di Piani, tra i quali il PRG di Agrigento, il quale  è stato infatti subito dopo approvato dal CRU.

Ma, in merito alla VAS, al di là della finanziaria, unitamente ad Agronomi, Geologi,  Ingegneri, INU e Legambiente, stiamo lavorando attorno ad  un tavolo tecnico istituito dall’Assessore Regionale al Territorio ed Ambiente  Milone.  Il Progetto è quello di varare al più presto una normativa organica che imponga, a regime,  procedure che facciano già parte integrante dei processi di formazione degli strumenti di pianificazione del territorio, garantendone a monte la sostenibilità ambientale e scongiurando procedimenti paralleli che appesantirebbero notevolmente le già complicate procedure per dotare i nostri comuni dei necessari strumenti urbanistici.

Il secondo obiettivo, raggiunto in finanziaria, riguarda l’articolo 32, con il quale è stata finalmente stanziata una somma di 60 milioni di euro per il 2009 e di 90 milioni di euro per il 2010, per alimentare un apposito fondo di rotazione per  la copertura finanziaria dei progetti definitivi, necessari per accedere ai flussi finanziari regionali ed extraregionali.

Ciò garantirà una bella boccata d’ossigeno per i professionisti; ma non solo per questi: infatti, affidare progetti definitivi, per un importo globale di onorari pari a 150 mln di euro,  significa portare in Sicilia  parecchi miliardi di euro di opere pubbliche; fatto questo che consentirebbe la realizzazione di  infrastrutture e servizi importanti per il rilancio socio-economico della Sicilia.

Le somme  per i progetti definitivi, anticipate dal fondo di rotazione, saranno reincamerate  dallo stesso fondo dopo l’appalto dell’opera pubblica, attivando così un processo virtuoso che consentirà ai Comuni di potere finalmente affidare gli incarichi professionali e partecipare ai bandi del POR Sicilia 2007-2013, fruendo dei flussi finanziari europei.

Qual è l’obiettivo n°1 per i primi 100 giorni del prossimo mandato 2007-2013?

Concretizzare il progetto dell’Ordine di realizzare il Distretto Produttivo Ecodomus Agrigento, che è un patto di sviluppo che coinvolge soggetti pubblici e privati, i quali si impegnano  a sostenere il ricorso a fonti di energia rinnovabile ed a tecniche costruttive che rispettino le regole della bioedilizia e del  risparmio energetico, creando nuove opportunità di lavoro nel settore. Un patto di sviluppo promosso dall’Ordine degli Architetti della Provincia di Agrigento in collaborazione con  la Consulta Regionale degli Architetti, con l’obiettivo di estendere l’esperienza agrigentina al resto del territorio siciliano.

In sintesi, le imprese della filiera del settore edile, che  hanno aderito al distretto, potranno convertire il ciclo produttivo delle loro aziende al fine di utilizzare materiali e tecnologie biocompatibili, fruendo delle agevolazioni fiscali e finanziarie di cui al Decreto dell’Assessorato alla Cooperazione dell’1 dicembre 2005 e da specifiche misure previste per i distretti a livello nazionale.

Per fare un esempio, tali imprese potranno fruire più agevolmente dei fondi  del progetto di innovazione industriale Industria 2015, che punta proprio sui distretti produttivi e sulle reti di impresa.

Anche  gli enti pubblici che hanno aderito al distretto  fruiranno di vantaggi ed a loro volta contribuiranno al raggiungimento degli obiettivi del progetto.

Per  rendere più comprensibile tutto ciò, ci faccia cortesemente  comprendere come un Comune possa  recitare la sua parte, in seno  a questo processo di promozione di sviluppo, bioediizia e risparmio energetico.

Un Comune che abbia aderito al distretto, da un lato potrà accedere più facilmente ai flussi finanziari europei, per le premialità, in termini di punteggio suppletivo, che alcuni bandi del POR destineranno ai soggetti che aderiscono ad un distretto produttivo, dall’altro, potrà inserire nel proprio regolamento edilizio una premialità, in termini di cubatura suppletiva, per le imprese che costruiscano edifici utilizzando materiali e tecnologie biocompatibili e/o fonti di energia rinnovabili.

Quali sono i soggetti che hanno aderito al Distretto Produttivo Ecodomus?

Al Distretto hanno aderito 167 imprese della filiera edilizia con ben 1793 dipendenti, 13 Comuni, La Provincia di Agrigento, l’Istituto Autonomo Case Popolari,  Confindustria, Confimpresa e Confcooperative di Agrigento, l’Università di Palermo e di Agrigento, l’ASI di Agrigento, l’ASI di Gela,  gli Assessorati Regionali all’Industria ed al Territorio ed una serie di   Associazioni  di settore. Si delinea  dunque quella rete di imprese, centri di ricerca, università, professionisti ed istituzioni,   a cui punta  il progetto Industria 2015  a cui facevo riferimento prima.

Affinché il distretto sia operativo, è necessario che il Progetto, già istruito positivamente dalla Camera di Commercio e dall’Assessorato alla Cooperazione, venga infine  valutato positivamente dall’apposito nucleo di valutazione.

Presidente, concludo questa intervista, prendendo atto del programma ambizioso del neo-eletto Consiglio dell’Ordine e formulando a Lei, ed a tutto il Consiglio, i migliori auguri di  buon lavoro.