Fontana presenta un’interpellanza urgente sulla messa in sicurezza del centro storico di Agrigento

fontanaL’on. Vincenzo Fontana ha presentato un”interpellanza urgente  al Presidente del Consiglio dei Ministri  e al Ministro dell’Interno sulla sicurezza del centro storico di agrigento e, in particolare, della via di fuga della zona della Cattedrale, che sarà discussa in aula nella seduta di domani 15 ottobre.

L’interpellanza è stata firmata da altri 35 deputati del Pdl, in testa l’on. Fabrizio Cicchitto, presidente del gruppo parlamentare, e dai parlamentari agrigentini, Giuseppe Marinello e Giuseppe Scalia.

Ecco il testo:

Il sottoscritto, deputato Vincenzo Antonio Fontana, chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro dell’Interno per sapere – premesso che:

Non sono più rinviabili quegli interventi di cui necessita il centro storico di Agrigento per la realizzazione di una via di fuga che possa mettere in sicurezza un’ampia  area della parte antica della città, che versa in condizioni di grave degrado nonostante la presenza di manufatti di notevole pregio storico, artistico e monumentale.

Un’area già colpita da un evento franoso che il 19 luglio del 1966 ha interessato una superficie di 0,450 km², con notevoli danni nella parte ovest della collina franata, con molti piani viari dissestati, con danni ai palazzi di recente costruzione, alcuni dei quali furono precauzionalmente abbattuti.

Una frana di notevoli proporzioni che ha interessato una vastissima zona compresa fra il Duomo, il Seminario, la zona della Bibbirria e almeno cinque quartieri fino ai nuovi agglomerati urbani, più a valle.

Un’area che i tecnici della Protezione Civile conoscono molto bene per avere già effettuato degli interventi nell’ambito della Via Duomo e per consolidare la Cattedrale. Un’area che oggi presenta situazioni di grave pericolo sia per lo stato precario di conservazione di diverse abitazioni, sia per le difficoltà che si incontrano nella mobilità interna  e verso l’esterno.

I tentativi, finora esperiti per individuare una via di fuga dalla zona del Duomo, non hanno trovato alcuna soluzione positiva e anche nell’ultima conferenza di servizi, appositamente convocata per definire il progetto, da parte della Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali è stato comunicato parere negativo, perché la pista appesantirebbe il pendio e metterebbe a rischio la stabilità della Cattedrale. Tesi contestata dal dirigente provinciale della Protezione Civile Regionale secondo il quale la via di fuga è un’opera di ingegneria naturale che verrebbe realizzata su un tracciato già esistente che non aggiungerebbe nulla al costone, sfruttando un sentiero già pronto per adattarlo allo scopo.

Senza entrare nei dettagli tecnici, oggi non ci sono obiezioni che possono impedire di trovare una soluzione al problema  salvaguardando, da un lato, le esigenze di tutela e di conservazione dell’area e, dall’altro, le esigenze di sicurezza di tante famiglie che abitano nella zona.

Tenuto conto dello stato d’impasse in cui si trova un progetto che potrebbe servire a salvare tante vite umane, non si intravede altra strada che quella di un intervento diretto della Protezione Civile nazionale che diventa fondamentale, anche per il livello di efficienza e per la professionalità dimostrata,  grazie anche al dinamismo e all’impulso del Governo Berlusconi, e riesce ad assicurare assistenza e aiuti concreti sia nella fase dell’emergenza che della ricostruzione.

Il terremoto che ha colpito l’Abruzzo e la più recente frana di Messina impongono una presa di coscienza generale rispetto ad una politica di prevenzione che è ineludibile in un territorio come quello agrigentino, che ha già subito eventi franosi come quello ricordato, le cui tracce sono ancora ben visibili.

Le immagini che in questi giorni sono sotto i nostri occhi suscitano sentimenti di partecipazione al dolore dei familiari delle vittime, ma soprattutto stimolano la volontà di voltare pagina e
lavorare ad un grande progetto per rendere più sicuro il nostro territorio.

Un progetto che tranquillizzi un numero rilevante di famiglie che vivono in uno stato di grande preoccupazione ed angoscia, soprattutto quando le condizioni atmosferiche sono meno clementi e le piogge aumentano i rischi di cedimento dei manufatti più fatiscenti e delle parti più fragili della collina.

Stati d’animo che hanno avuto un’eco molto forte nella parole dell’Arcivescovo di Agrigento che, a proposito dei ritardi nella messa in sicurezza della Via Duomo, è arrivato a dire che si rifiuterebbe di celebrare funerali per morti annunziate e non evitate da indecisioni esiziali e ritardi burocratici inconcepibili.

quale sia l’intendimento del Governo in merito al coinvolgimento della Protezione Civile, nella persona del sottosegretario Guido Bertolaso, al fine di velocizzare i tempi per la definizione del progetto della via di fuga dalla Via Duomo e per un monitoraggio della zona attraverso una mappa delle abitazioni a rischio di crollo.

On. Vincenzo Antonio Fontana

Roma 12 Ottobre 2009