Al cinema da venerdì 16 ottobre

Funny PeopleFunny People

Lo “strano popolo” ( o divertente) a cui si riferisce il titolo originale è quello, molto amato in America, degli “stand up comedian” , i cabarettisti. Ad esso appartiene il protagonista di questa commedia agrodolce sul senso della vita, la morte e le occasioni perdute, un Adam Sandler in forma smagliante, alle prese con un ruolo a metà strada tra il comico e il drammatico, diretto dall’amico regista Judd Apatow, fine conoscitore del mondo raccontato nella sua opera.  Sandler interpreta un celebre e celebratissimo comico, un vero “animale da palcoscenico”, alle prese con la crisi di mezza età. Annoiato e in cerca di nuove sfide, quando scopre improvvisamente di avere una grave malattia e solo pochi mesi di vita, decide di insegnare ad un comico giovane e non ancora famoso (il canadese Seth Rogen, l’attore-feticcio del regista, nonché nuovo re incontrastato della commedia americana)  i segreti del mestiere, per farne il suo successore.

Lo spazio bianco

Un’intensa e particolarmente ispirata Margherita Buy, molto applaudita per questa sua prova alla recente Mostra d’Arte cinematografica di Venezia, illumina letteralmente il film della Comencini. La storia, tratta dall’omonimo romanzo di Valeria Parrella, racconta la drammatica e  toccante vicenda dell’insegnante quarantenne Maria (Margherita Buy) una single che, dopo un’avventura di una notte con un uomo sposato e con figli, scopre di essere incinta. Nonostante la situazione e la totale mancanza di interesse per l’accaduto da parte del futuro padre, Maria decide di tenere il bambino e di affrontare da sola la gravidanza. La donna, però, partorisce troppo presto e la sua piccola prematura, Irene, viene rinchiusa per tre mesi nell’incubatrice, lo “spazio bianco” del titolo, luogo reale e dell’anima, che sospende la figlia tra la vita e la morte e imprigiona la madre nel limbo opprimente dell’attesa…

Viola di mare

Dramma in costume tutto al femminile: diretto dalla regista Donatella Maiorca, interpretato da Valeria Solarino e Isabella Ragonese, con la partecipazione di Maria Grazia Cucinotta, e musicato interamente da Gianna Nannini.

La Favignana di fine ottocento fa da suggestivo sfondo alla grande passione tra due giovani donne,  Angela (Valeria Solarino) e Sara (Isabella Ragonese). Per le rispettive famiglie questa storia d’amore non ha nessun futuro, anzi, diventa fonte di turbamento, imbarazzo e di potenziale  scandalo nella rigida e arretrata società dell’epoca. L’unica soluzione è nascondere tutto, separare le amanti e mettere bene in chiaro quale sia il dovere di una brava ragazza: sposarsi e avere dei bambini. Il padre di Angela (Ennio Fantastichini), quindi, promette la figlia ad un giovane del posto (Corrado Fortuna), nella speranza che questo metta a tacere tutte le voci. Ma Angela non si arrende e pur di non rinunciare a Sara è disposta persino a travestirsi da uomo, assumendo un’altra identità.

UpUp

La Disney Pixar torna con il suo ennesimo capolavoro in animazione digitale. Dopo le vette toccate con il meraviglioso e strabiliante WALL-E, John Lasseter e il suo team di bravissimi registi- animatori ci propongono una storia “adulta” e commovente con due protagonisti irresistibili.

Il vecchio e burbero Carl (disegnato e caratterizzato ispirandosi alle fattezze e al modo di fare del grande attore Spencer Tracy), dopo la morte dell’adorata moglie, prende una decisione azzardata e bizzarra quanto agognata da lungo tempo: minacciato dalla speculazione edilizia e senza più nulla da perdere, aggancia la propria abitazione ad una miriade di palloncini e prende il volo con essa verso il viaggio sognato da tutta la vita. Ma l’imprevisto si materializza all’istante sottoforma del cicciottello boy-scout  Russell, pedante e perennemente entusiasta, vero e proprio clandestino a bordo, che diventa il compagno di viaggio e d’avventura dell’ultrasettantenne Carl. I due vivranno un’esperienza unica e indimenticabile, alla scoperta di un’America del Sud ricca di sorprese e buffi animali. Il film è un dichiarato omaggio al maestro dell’animazione giapponese  Miyazaki: infatti l’idea della casa volante è stata ispirata da Il castello errante di Howl.

Orphan

Horror familiare e thriller psicologico diretto da un esperto del genere, il regista spagnolo Jaume Collet-Serra (La maschera di cera). Dopo la morte della terza figlia, a causa di un parto prematuro, e la conseguente depressione, una coppia cerca di superare il lutto e  riprendere a vivere normalmente adottando un’orfana, la diafana, intelligentissima e garbata Esther (Isabelle Fuhrman).

I due neo-genitori (Peter Sarsgaard e Vera Farmiga) si troveranno, però, coinvolti in un vero e proprio incubo ad occhi aperti. Infatti Esther non è ciò che sembra: ha un’indole violenta e incline alla follia,  è un piccolo e inquietante genio del male, una bambina terribile che minaccia, giorno dopo giorno, la tranquillità e il già precario equilibrio della sua nuova famiglia. Cosa vorrà veramente?

Halloween II

Rob Zombie si è dimostrato il più interessante neo-regista horror degli ultimi anni, la new entry che non ti aspetti e che ti sorprende per quel suo stile “sporco” e senza sconti, brutale e diretto nel realizzare slasher altrettanto brutali e violenti come La casa dei mille corpi e Halloween, remake del celeberrimo e omonimo film del grandissimo maestro del genere, l’ineguagliabile John Carpenter. Zombie, pittoresco musicista heavy metal, si difende bene e ha l’intelligenza di non copiare pedissequamente e in modo banale il capolavoro datato 1979 con Jamie Lee Curtis.

Questo suo nuovo horror è il remake del secondo film del mitico filone con protagonista l’assassino psicopatico e praticamente indistruttibile Michael Meyers, maschera bianca e coltellaccio da cucina in pugno. Dopo la strage familiare perpetrata nel primo Halloween, Michael era sparito nel nulla. L’unica ad essere sopravvissuta alla sua furia è la sorella minore Laurie (Scott Taylor-Compton), la quale però ignora la sua parentela con l’impassibile serial-killer. Michael, ovviamente, ritorna per portare a termine il suo folle disegno di morte, spinto da visioni deliranti, in cui la madre, uccisa nel primo episodio, gli intima di completare la strage; inoltre tra lui e la giovane sorella si stabilisce una sorta di legame psichico. Gli unici che possono impedire il peggio sono il dottor Loomis (Malcolm McDowell) e lo sceriffo Brackett (Brad Dourif).