Costantino: “Il comune deve garantire l’integrità dei beni architettonici”

riceviSi risponde alla comunicazione a mezzo stampa effettuata dall’Assessore per i Beni, le Attività Culturali ed il Turismo del Comune di Agrigento, dott.Settimio Biondi, inerente i tratti superstiti delle mura medievali. Nel raccogliere la segnalazione dell’esistenza di un possibile rischio di crollo, formalmente pervenutaci il 5 ottobre u.s., nelle more di un accertamento tecnico che dovrà esperire nell’immediato il competente Servizio tecnico della Soprintendenza nell’immediato, si ritiene necessario chiarire alcuni punti in ordine alla responsabilità derivanti da un eventuale verificarsi di futuri danni a quelle testimonianze di indubbio valore storico.   Tale necessità deriva dall’evidente poca conoscenza delle norme che regolano gli interventi a tutela dei beni culturali di proprietà pubblica. Per queste categorie di beni, ai sensi dell’articolo 30 del codice sui beni culturali e ambientali vigente, il Comune ha non solo l’obbligo di garantirne la sicurezza e la conservazione dei beni culturali di sua appartenenza, ma anche di favorirne la pubblica fruizione e la valorizzazione secondo  quanto prevede l’art.1 comma 3 e l’art. 112 del medesimo codice, nel rispetto dei principi fondamentali della tutela il cui esercizio delle relative funzioni  sono attribuite a questo Ufficio “periferico” dell’Amministrazione regionale dei beni culturali e ambientali.
Relativamente a queste funzioni  la Soprintendenza  esercita le potestà di indirizzo e di vigilanza e il potere sostitutivo in caso di perdurante inerzia o inadempienza da parte dei legittimi detentori del bene culturale.
Quanto sopra in ordine alle responsabilità dell’amministrazione comunale che l’assessore ritiene a torto di attribuire alla Soprintendenza concedendo alle proprie prerogative istituzionali il solo compito di segnalare all’opinione pubblica locale l’incipiente degrado non preoccupandosi dell’obbligo di dover perseguire la sicurezza e la conservazione del bene cui soggiace in modo esclusivo e diretto il Comune.
Pur tuttavia, anche in questo settore, questa Soprintendenza ha nei decenni scorsi messo in atto un’attività di cooperazione con l’Amministrazione comunale provvedendo direttamente alla redazione di un progetto di intervento sui tratti superstiti delle mura e delle sue porte e richiedendone nel dicembre del 1991 il finanziamento al superiore Assessorato regionale BB.CC.AA.- Benchè la richiesta non abbia avuto seguito  per carenze di sufficienti fondi sugli esigui capitoli di spesa  relativi al restauro dei beni architettonici di tutta la regione Sicilia, questa Soprintendenza ha potuto eseguire successivamente un intervento d’urgenza per assicurare la salvaguardia della porta di S.Lucia al fine di evitare eventuali cedimenti della volta sottostante la via Empedocle.
Più tardi, con esplicita richiesta formulata dal Comune con nota n.prot. 10267 del 16/03/98 e successivo verbale del 25 marzo, veniva concordato con questo Ufficio l’effettuazione di un intervento di messa in sicurezza del bastione di Porta di Mare e dell’attigua Porta dei Bagni da parte del Comune di Agrigento, previa autorizzazione della Soprintendenza. Alla redazione del progetto e alla conseguente esecuzione non risulta essere mai stato dato seguito da parte del Comune.
Per concludere si segnala che pare del tutto pretestuoso, benché non si riesca a comprenderne le motivazioni, l’atteggiamento ultimamente registrato da parte delle autorità politiche comunali che in talune pubbliche vicende pare disconosca le competenze di controllo e vigilanza della Soprintendenza poste in essere attraverso provvedimenti volti a conformare e regolare le attività inerenti il patrimonio culturale comunale. Un atteggiamento che risulta, alla luce del comunicato dell’Assessore, palesemente contradditorio.

Gabriella Costantino

riceviamo e pubblichiamo

Si risponde alla comunicazione a mezzo stampa effettuata dall’Assessore per i Beni, le Attività Culturali ed il Turismo del Comune di Agrigento, dott.Settimio Biondi, inerente i tratti superstiti delle mura medievali. Nel raccogliere la segnalazione dell’esistenza di un possibile rischio di crollo, formalmente pervenutaci il 5 ottobre u.s., nelle more di un accertamento tecnico che dovrà esperire nell’immediato il competente Servizio tecnico della Soprintendenza nell’immediato, si ritiene necessario chiarire alcuni punti in ordine alla responsabilità derivanti da un eventuale verificarsi di futuri danni a quelle testimonianze di indubbio valore storico.   Tale necessità deriva dall’evidente poca conoscenza delle norme che regolano gli interventi a tutela dei beni culturali di proprietà pubblica. Per queste categorie di beni, ai sensi dell’articolo 30 del codice sui beni culturali e ambientali vigente, il Comune ha non solo l’obbligo di garantirne la sicurezza e la conservazione dei beni culturali di sua appartenenza, ma anche di favorirne la pubblica fruizione e la valorizzazione secondo  quanto prevede l’art.1 comma 3 e l’art. 112 del medesimo codice, nel rispetto dei principi fondamentali della tutela il cui esercizio delle relative funzioni  sono attribuite a questo Ufficio “periferico” dell’Amministrazione regionale dei beni culturali e ambientali.

Relativamente a queste funzioni  la Soprintendenza  esercita le potestà di indirizzo e di vigilanza e il potere sostitutivo in caso di perdurante inerzia o inadempienza da parte dei legittimi detentori del bene culturale.

Quanto sopra in ordine alle responsabilità dell’amministrazione comunale che l’assessore ritiene a torto di attribuire alla Soprintendenza concedendo alle proprie prerogative istituzionali il solo compito di segnalare all’opinione pubblica locale l’incipiente degrado non preoccupandosi dell’obbligo di dover perseguire la sicurezza e la conservazione del bene cui soggiace in modo esclusivo e diretto il Comune.

Pur tuttavia, anche in questo settore, questa Soprintendenza ha nei decenni scorsi messo in atto un’attività di cooperazione con l’Amministrazione comunale provvedendo direttamente alla redazione di un progetto di intervento sui tratti superstiti delle mura e delle sue porte e richiedendone nel dicembre del 1991 il finanziamento al superiore Assessorato regionale BB.CC.AA.- Benchè la richiesta non abbia avuto seguito  per carenze di sufficienti fondi sugli esigui capitoli di spesa  relativi al restauro dei beni architettonici di tutta la regione Sicilia, questa Soprintendenza ha potuto eseguire successivamente un intervento d’urgenza per assicurare la salvaguardia della porta di S.Lucia al fine di evitare eventuali cedimenti della volta sottostante la via Empedocle.

Più tardi, con esplicita richiesta formulata dal Comune con nota n.prot. 10267 del 16/03/98 e successivo verbale del 25 marzo, veniva concordato con questo Ufficio l’effettuazione di un intervento di messa in sicurezza del bastione di Porta di Mare e dell’attigua Porta dei Bagni da parte del Comune di Agrigento, previa autorizzazione della Soprintendenza. Alla redazione del progetto e alla conseguente esecuzione non risulta essere mai stato dato seguito da parte del Comune.

Per concludere si segnala che pare del tutto pretestuoso, benché non si riesca a comprenderne le motivazioni, l’atteggiamento ultimamente registrato da parte delle autorità politiche comunali che in talune pubbliche vicende pare disconosca le competenze di controllo e vigilanza della Soprintendenza poste in essere attraverso provvedimenti volti a conformare e regolare le attività inerenti il patrimonio culturale comunale. Un atteggiamento che risulta, alla luce del comunicato dell’Assessore, palesemente contradditorio.

F.to Il Soprintendente

(Gabriella Costantino)