Rifiuti, aziende del comparto in difficoltà economiche

Il settore del ciclo integrato dei rifiuti, di competenza dell’ A.T.O. AG1 gestita dalla società d’ambito SO.GE.I.R. s.p.a. continua a creare problemi alle aziende che operano nel comparto. In particolare la S.AM. SIETMI ABIENTALI S.R.L., selezione e trattamento rifiuti urbani differenziati; BONO SLP S.R.L., servizi di igiene urbana e raccolta e trasporto rifiuti e S.A.P. S.R.L., servizi di igiene urbana e raccolta e trasporto rifiuti, rischiano di dover licenziare oltre 50 lavoratori loro dipendenti.

Di fatto la SO.GE.I.R. s.p.a., con la gestione in HOUSE PROVIDING, non solo si è totalmente sostituita alle aziende presenti sul territorio, ma si è avvalsa, a mezzo appalti, di prestazioni e noli automezzi di imprese private, non liquidando i relativi corrispettivi dovuti. Ha creato inoltre società di scopo come la Sogeir Gestione Impianti e Smaltimento S.P.A., ed anche quest’ultima si avvale di prestazione da parte di imprese non liquidando i relativi corrispettivi dovuti.

Ad oggi le imprese vantano un credito nei confronti delle due società, per competenze addirittura risalenti anche all’anno 2005 che ammonta a circa € 3.800.000,00.

La SO.GE.I.R. S.P.A. riesce a pagare regolarmente altri tipi di competenze dovute, come i compensi degli amministratori stessi e degli autisti, le consulenze affidate a studi tecnici esterni e studi professionali, spese correnti per il funzionamento degli automezzi quali gasolio e assicurazioni, nonché i propri dipendenti

Le famiglie dei dipendenti non riscuotono lo stipendio da diversi mesi, non riescono più a far fronte alle primarie necessità di mantenimento, e dei costi derivanti dal mantenimento scolastico dei figli, come libri, zaini e cancelleria, ed abbigliamento per l’inizio della nuova stagione invernale,

Una diffida alla SO.GE.I.R. S.P.A per il pagamento del debito e la richiesta all’Agenzia Regionale Per i Rifiuti e le Acque di un commissario ad acta, è l’inizio di un iter procedurale e burocratico per cercare di ottenere legalmente le proprie spettanze, ma le famiglie dei lavoratori di certo non sono in condizioni di aspettare l’esaurimento e completamento di tali iter burocratici per riscuotere lo stipendio e far fronte alle primarie necessità.