Fontana presenta un’interpellanza urgente sulla sicurezza del centro storico di Agrigento

fontana4Con un’interpellanza urgente,  rivolta al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dell’Interno, l’on. Vincenzo Fontana del Pdl interviene sulla messa in sicurezza del centro storico di Agrigento, quando ancora risuonano forti le parole dell’Arcivescovo Montenegro che, a proposito dei ritardi nella messa in sicurezza della Via Duomo, è arrivato a dire che si rifiuterebbe di celebrare funerali per morti annunziate e non evitate da indecisioni esiziali e ritardi burocratici inconcepibili.

“Non sono più rinviabili – scrive Fontana – quegli interventi di cui necessita il centro storico di Agrigento per la realizzazione di una via di fuga che possa mettere in sicurezza un’ampia  area della parte antica della città, che versa in condizioni di grave degrado nonostante la presenza di manufatti di notevole pregio storico, artistico e monumentale. Un’area già colpita da un evento franoso che il 19 luglio del 1966 che ha interessato una vastissima zona compresa fra il Duomo, il Seminario, la zona della Bibbirria e almeno cinque quartieri fino ai nuovi agglomerati urbani, più a valle”.

“Un’area – aggiunge il parlamentare agrigentino del Pdl – che i tecnici della Protezione Civile conoscono molto bene per avere già effettuato degli interventi nell’ambito della Via Duomo e per consolidare la Cattedrale. Un’area che oggi presenta situazioni di grave pericolo sia per lo stato precario di conservazione di diverse abitazioni, sia per le difficoltà che si incontrano nella mobilità interna  e verso l’esterno”.

L’on. Fontana, nel suo atto ispettivo sottolinea poi i tentativi, finora esperiti per individuare una via di fuga dalla zona del Duomo, che non hanno trovato alcuna soluzione positiva neanche nell’ultima conferenza di servizi, appositamente convocata per definire il progetto.

“In quella occasione – spiega Fontana – da parte della Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali è stato comunicato parere negativo, perché la pista appesantirebbe il pendio e metterebbe a rischio la stabilità della Cattedrale. Tesi contestata dal dirigente provinciale della Protezione Civile Regionale secondo il quale la via di fuga è un’opera di ingegneria naturale che verrebbe realizzata su un tracciato già esistente che non aggiungerebbe nulla al costone, sfruttando un sentiero già pronto per adattarlo allo scopo”.

“Senza entrare nei dettagli tecnici aggiunge Vincenzo Fontana – e tenuto conto dello stato d’impasse in cui si trova un progetto che potrebbe servire a salvare tante vite umane, non si intravede altra strada che quella di un intervento diretto della Protezione Civile nazionale. Il terremoto che ha colpito l’Abruzzo e la più recente frana di Messina  – continua l’on. Fontana – impongono una presa di coscienza generale rispetto ad una politica di prevenzione che è ineludibile in un territorio come quello agrigentino, che ha già subito eventi franosi, le cui tracce sono ancora ben visibili”.

Per queste considerazioni, Fontana chiede di sapere quale sia l’intendimento del Governo in merito al coinvolgimento della Protezione Civile, nella persona del sottosegretario Guido Bertolaso, al fine di velocizzare i tempi per la definizione del progetto della via di fuga dalla Via Duomo e per un monitoraggio della zona attraverso una mappa delle abitazioni a rischio di crollo.