Luca Corpaci: ripartiamo dai 990 di Favara

C’era molta curiosità per vedere quanta gente avrebbe seguito la Fortitudo a Favara. La distanza e la “novità” del costo del biglietto avevano sollevato qualche dubbio sulla possibile presenza dei nostri tifosi. Anche questa volta hanno vinto gli ottimisti visto che le mille presenze in tribuna, in “trasferta”, sono da considerare sicuramente come un successo. Peccato che, come spesso succede, qualcuno abbia preferito rimarcare il fatto che una decina, forse, di queste mille persone abbia mostrato disappunto nei confronti di qualche giocatore e della squadra in generale facendo partire qualche fischio e parlando addirittura di giustificata contestazione. In questo modo è stata data, all’esterno, una cattiva informazione riguardo a quello che è l’ambiente agrigentino nella sconfitta. Un ambiente comunque positivo, con degli atleti consci del fatto di dover migliorare e che non hanno cercato alibi nel prossimo,un allenatore, che seppur arrabbiatissimo per una vittoria gettata alle ortiche, è consapevole che il cercar di far funzionare le cose è prioritario rispetto al risultato immediato (anche se il risultato innegabilmente consente di lavorare meglio e con meno pressioni), un presidente che, come in passato nei momenti difficili, è prontamente passato a far visita alla squadra per manifestare ed infondere fiducia e serenità, senza far partire alcuna caccia al colpevole e dei tifosi che, fin dalla ripresa degli allenamenti non hanno fatto mancare la loro presenza. Inoltre leggo, nella medesima testata per la quale io sto scrivendo, di giocatori,Virgilio e Pennisi, definiti “fantasmi”e che “hanno combinato tanti guai”, e pur trovandomi in disaccordo non posso che accettare insieme ai giocatori il giudizio, seppur duro e tecnicamente superficiale, altrui. Mi rivolgo sdegnato invece quando leggo che i due sono sembrati svogliati, cosa che fa passare il messaggio di scarso impegno, poco attaccamento o superficialità. A tal proposito riferisco che la svogliatezza a mio parere si pesa con un brutto atteggiamento difensivo e a questo proposito Davide Virgilio ha tenuto il sedere incollato al  terreno dal primo all’ultimo secondo per pressare con continuità ed anche con un certo profitto e che David Pennisi ha messo in grande difficoltà Morena, ha fatto un buon lavoro a rimbalzo ed in generale ha rispettato tutte le consegne. Poi con grande senso autocritico, Virgilio sa perfettamente che può essere più incisivo in attacco e può sprecare qualche pallone in meno e Pennisi sa perfettamente che ha sbagliato quattro “rigori” oltre ad alcuni tiri liberi. Ma questo nulla ha a che vedere con la svogliatezza. Se poi, chi scrive, avesse visto qualche allenamento o si fosse meglio informato, avrebbe altresì riferito che Virgilio da un mese stringe i denti per un problema al polpaccio, che si è allenato col contagocce e che se fosse più paraculo se ne starebbe in infermeria invece di mettere la propria faccia sul parquet, ed in tal caso quel qualcuno, il cui lavoro è informare con cognizione di causa avrebbe svolto il proprio lavoro un po’ meno “svogliatamente” ed in modo un po’ più professionale.

Quanto alla partita, rivedendola, non posso non nascondere un grande disappunto per non essere stati sufficientemente solidi mentalmente nel momento in cui ci è scappata l’inerzia. Di sicuro,dopo i primi due quarti in cui la valutazione diceva 46 a 18 per noi, non siamo riusciti a livello nervoso e di organizzazione a riprendere il filo del discorso offensivamente e così abbiamo perso una partita che ci ha visti condurre per trentotto minuti e mezzo.

Fortunatamente torniamo subito in campo, in casa, e contro una squadra siciliana che rappresenta la storia di questo campionato. Lo faremo con immutato entusiasmo, forti del sostegno di quei 990 che ci hanno spinti anche nelle difficoltà della passata partita.

Luca Corpaci