IDV sul consiglio provinciale straordinario sul rigassificatore: la coscienza contro la politica

Riceviamo e pubblichiamo

Ieri sera al consiglio provinciale di Agrigento si è potuta annussare finalmente un po’ di libertà di coscienza. La seduta straordinaria, ottenuta ad opera di otto consiglieri, ha sortito gli effetti sperati e cioè quello di responsabilizzare, anche contro il dictat di alcuni consiglieri della maggioranza che hanno abbandonato l’aula nel momento della votazione (per la quale è stato richiesto l’appello nominale proprio per conferirle un valore politico), il consiglio stesso.

E’  vero che tra alcuni di questi consiglieri qualcuno, non intendendo più la politica come servizio alla comunità ma piuttosto come cieca ed assoluta fedeltà al proprio patronus si è sentito quasi tradito dai suoi colleghi che ha appellato come “infami”, ma è pur vero che, fortunatamente a questo mondo, esistono ancora persone che non vengono a patti con la loro coscienza e, messi davanti ad una scelta, non guardano l’appartenenza politica ma al bene del loro territorio.

Il dato oscuro della serata è stato quello però di “violentare” il risultato ottenuto di 16 voti contrari al rigassificatore su 16 consiglieri rimasti in  aula, forzando un’interpretazione del regolamento secondo il quale –normalmente- per i consigli straordinari non viene richiesto il numero legale, e al quale invece, vista l’adozione di una votazione nominale estranea a questo tipo di assemblea è stato applicato il regolamento valido per i consigli ordinari richiedendo così il numero legale con il risultato di far cadere la seduta.

Tale interpretazione non può che lasciarci allibiti, ma non fa altro che confermare quanto fomentato anche ieri sera in aula, e cioè che non ci deve essere spazio per la vera ed autentica democrazia ad Agrigento, ma bisogna solo parlare con la voce e per ordine del “padrone”. Plaudiamo comunque nuovamente ai consiglieri “coraggiosi” che, aldilà delle appartenenze politiche, hanno votato secondo coscienza.