PD, a Lampedusa allestiti due seggi: Palmeri chiede l’annullamento dello scrutinio dei voti a favore della componente Bersani-Mattarella

logo_pd2Non c’è pace nel Pd agrigentino. Scoppia un’altra grana: questa volta arriva da Lampedusa. Il voto  delle convenzioni dei circoli, in vista delle Primarie per la scelta del segretario nazionale e di quello regionale del partito,  non è avvenuto in un solo seggio, come da regolamento, ma in due posti diversi. Da qui la denuncia di   Giuseppe Palmeri, capogruppo Pd al Consiglio comunale dell’isola, sostenitore della mozione Franceschini-Lupo, che lancia pesanti accuse alla segreteria provinciale e  chiede l’annullamento dello scrutinio che si è svolto nel seggio di Cala Creta,  allestito dall’ex sindaco Salvatore Martello, sostenitore invece della mozione Bersani-Mattarella.  Insomma un’altra bufera. Palmeri contesta i voti, 46, attributi e convalidati alla componente che fa capo all’ex ministro e al figlio dell’ex presidente Dc della Regione. “Perché l’unico seggio regolarmente convocato era quello nostro, allestito presso l’hotel Royal – spiega Palmeri – quello invece di Martello era solo virtuale. Nessuno degli iscritti ha materialmente votato” – tuona il capogruppo del Pd al Consiglio comunale di Lampedusa, il quale  aggiunge:  “mi riservo di presentare querela all’autorità giudiziaria per difendere la libera espressione di voto degli iscritti e per difendere la mia onestà e correttezza”. Pronta la replica del coordinatore provinciale del Pd, Emilio Messana, tirato in ballo. “Fa bene Palmeri a chiedere l’annullamento dello scrutinio del seggio di Cala Creta, ma deve farlo anche per quello che si è svolto presso l’hotel. Andrebbero entrambi invalidati per difetto di convocazione.  Sia Palmeri che Martello, infatti, si sono limitati a convocare gli iscritti della propria anagrafe. Invece la convocazione sarebbe dovuta avvenire  congiuntamente, nello stesso seggio” – osserva ancora Messana.  E intanto ci sono le prime reazioni per l’esito del voto. Il candidato alla guida della segreteria regionale, Beppe Lumia, dice di ritenersi soddisfatto del risultato conquistato, “nonostante – precisa –  nessun collegamento con le mozioni nazionali e senza contare sugli apparati e sui signori delle tessere”. E  soddisfazione esprime anche Domenico Ferraro, dirigente del Pd agrigentino, per i numeri ottenuti dalla mozione che fa capo a Marino nelle assemblee dei circoli del partito in provincia di Agrigento. L’essere andati oltre il 6 percento dei consensi – conclude Ferraro – è motivo di orgoglio, trattandosi peraltro dell’affermazione migliore delle nove provincie siciliane”.