Viticoltura: Cimino, “138 mln per piano anticrisi”

Si è riunito nei locali dell’assessorato regionale all’Agricoltura e Foreste, il tavolo tecnico costituito a settembre scorso per avviare le misure anticrisi per la vitivinicoltura siciliana e, in particolare, per il mercato del vino. Il dipartimento Interventi strutturali, guidato da Rosaria Barresi, ha consegnato all’assessore Cimino il report, discusso nel corso dell’incontro di oggi, che individua il percorso per la mobilitazione delle risorse che l’Ocm, il Psr e la legge regionale 19 del 1995 destinano al settore vitivinicolo.

Rispetto al piano redatto per la riorganizzazione, riqualificazione e lo sviluppo del settore vitivinicolo, l’assessore regionale all’Agricoltura e Foreste, Michele Cimino, ha dichiarato: “Abbiamo individuato 138 milioni di risorse che saranno utilizzate per correggere le annose disfunzioni della filiera vitivinicola siciliana, che continuano a creare effetti negativi sul reddito dei produttori. Il progetto di ‘risanamento’ – aggiunge Cimino –  sarà naturalmente discusso e concertato con le rappresentanze sindacali di categoria. Si interverrà, in particolare, sulla riconversione e ristrutturazione dei vigneti, la distillazione dell’ alcol per la campagna 2011-2012, e la promozione dei vini nei mercati dei Paesi terzi”.

Diverse le cause di crisi del settore individuate dal report del dipartimento. Cimino ha spiegato che “oltre alla pesanti difficoltà dovute ai prezzi di acquisto delle uve, che non garantiscono più un reddito alle 62 mila aziende agricole vitate, le imprese hanno risentito, in modo rilevante, anche della riduzione dei consumi alimentari, cosa che investe soprattutto gli imprenditori che operano nella prima fase della filiera”. “A tutto questo – prosegue l’assessore – vanno aggiunti i problemi legati all’aumento, a livello nazionale, delle quantità prodotte di uve da vino, e alle gravi carenze della commercializzazione causate dall’insufficiente organizzazione interna delle cooperative, in termini di figure professionali qualificate, e dall’indirizzo produttivo delle aziende, rivolto prevalentemente all’offerta di vini sfusi, mosti e vini da avviare alla distillazione, che in alcune campagne hanno superato 1.500.000 ettolitri”.

Cimino ricorda che “il fatturato del vitivinicolo regionale è di circa 700 milioni di euro, quello delle cantine è di circa 250 milioni (100 di vino sfuso, 150 di vino imbottigliato) prodotto però solo dal 10-15% delle 78 cantine esistenti. Un dato chiaro. A partire dal quale, l’obiettivo, a lungo termine, sarà creare filiere virtuose, diminuendo la produzione in eccesso e orientando la produzione verso altri mercati attraverso il controllo dell’offerta”. “Tre saranno le direttrici – conclude l’assessore –  l’orientamento verso destinazioni certe di mercato prodotto da un 25% di vigneti eccedenti; il riposizionamento dei 119mila ettari vitati, secondo il Piano concordato con le associazioni di categoria; e la razionalizzazione delle cantine sociali.”