Aeroporto, D’Orsi: “Nel 2011 inizio dei lavori”. Di Betta: “Piano Romano interdetto ai voli”

aereoportoOttobre: ci siamo. Sarà, o meglio dovrebbe essere, il mese decisivo per capire se l’infrastruttura aeroportuale nel territorio agrigentino continuerà ad essere un sogno, una chimera, così come l’aveva definita meno di un mese fa Vito Riggio (ora sembra essersi parzialmente convertito)  o potrà diventare finalmente una realtà. Giorno 14 il presidente della Provincia, Eugenio D’Orsi, consegnerà all’Enac  lo studio di prefattibilità, predisposto dallo staff tecnico dell’Ufficio Speciale, guidato dall’ingegnere Piero Hamel. Progetto, già definito, che prevede la realizzazione di uno scalo, di terzo livello, nella zona pianeggiante compresa tra Torre di Gaffe e contrada San Vincenzo, lungo la statale 115 tra Palma di Montechiaro e Licata. Area sulla quale, lo scorso 8 settembre, al termine di un sopralluogo, a terra e aereo, l’ingegnere Alessandro Cardi, tecnico dell’Enac, si era espresso positivamente.  Il giorno dopo, il 15 ottobre, invece, scadrà il termine per la presentazione dei progetti preliminari da parte dei privati  interessati alla realizzazione dell’opera con il sistema del dialogo competitivo. Due tappe importanti, dunque. Determinanti allora. Staremo a vedere.  Convinto che tutto andrà per il verso giusto il presidente D’Orsi, il quale si spinge oltre. Azzarda addirittura una previsione.  “Nell’estate del 2011 – annuncia con orgoglio– sarà collocata la prima pietra. Inizieranno i lavori per la costruzione di questa tanto agognata  e desiderata opera, indispensabile per dare slancio e linfa alla nostra economia e al nostro turismo. La data di apertura del cantiere  l’ho concordata con il ministro Angelino Alfano e con il presidente dell’Enac, Vito Riggio” – assicura Eugenio D’Orsi.  Chi è pure convinto, per la verità da tempo,  della necessità di dotare il territorio agrigentino di questa importante opera, è Paolo Di Betta, il quale  ha scritto adesso una lettera. Rivolgendosi ad Angelino Alfano, con toni amichevoli e confidenziali, gli dice: “Ministro hai un’occasione unica  e irripetibile per dimostrare che veramente vuoi il bene della Sicilia e della provincia di Agrigento. A Vito Riggio, presidente dell’Enac,  lo invita, invece, a non continuare a difendere i poteri forti della Sicilia”. Tra i destinatari della lettera anche D’Orsi e il prefetto Postiglione. Di Betta svela poi che “su Piano Romano di Licata, comprensorio individuato dalla Provincia per la realizzazione dell’infrastruttura aeroportuale, ci sarebbe l’esistenza di un vincolo militare,  e quindi sarebbe interdetto ai voli. Se così dovesse essere – conclude Di Betta –  l’unica alternativa, scartata l’ipotesi di Racalmuto, potrebbe essere l’area di contrada Misilina in territorio di Favara”.