Porto Empedocle, l’Amministrazione progetta il futuro

Dopo la riunione avvenuta nelle ultime ore a Palermo, presso l’Assessorato Regionale ai Trasporti, in cui il sindaco Calogero Firetto ha incontrato i vertici dell’Assessorato e i responsabili di RFI, si è avuta la conferma della definizione delle procedure per l’avvio dei lavori, nei prossimi mesi, per la trasformazione della linea ferrata tra Porto Empedocle e Aragona in “metropolitana di superficie”. Con la creazione della stazione di partenza quasi all’interno dell’area portuale si sono così gettate le basi per lo sviluppo e la riqualificazione di tutte le aree industriali e ferroviarie dimesse nella zona est della cittadina, compresa tra la via Lincoln e gli ex stabilimenti Montedison (oggi in parte in concessione alla “Moncada Energy” e in parte di proprietà Sindyal ed Edison).

“La metropolitana di superficie – ha spiegato il sindaco Firetto – oltre ad incentivare il turismo, consentendo con facilità ai turisti che sbarcano a Porto Empedocle di visitare la Valle dei templi, metterà in contatto la zona industriale di Porto Empedocle direttamente con quella di Aragona con importanti fermate intermedie nel Parco Archeologico, nei pressi del Tempio di Vulcano, e presso la cittadella universitaria di Contrada Calcarelle. Inoltre – prosegue Firetto – la “Moncada Energy” che sta realizzando il nuovo palazzetto dello sport empedoclino nell’area di sua pertinenza, ha accettato di sostenere a proprie spese uno svincolo presso la nuova struttura con la creazione di una nuova fermata, consentendo in questo modo, con la metropolitana di superficie, che si possa raggiungere facilmente l’impianto sportivo anche da Agrigento”.

Sempre a proposito di sviluppo, attraverso uno studio di fattibilità commissionato dal Comune per la creazione di una STU (Società di Trasformazione Urbana) è stato avviato un progetto di pianificazione urbanistica che ha già portato a sedersi attorno ad un tavolo il Comune di Porto Empedocle, come soggetto promotore, la società del Gruppo Ferrovie, proprietaria del parco ferroviario dismesso, ed altre società proprietarie di aree nella zona dell’intervento, in particolare l’area dove di recente è stato demolito il fabbricato della raffineria di sale dell’Italkali, per la creazione di una società con l’obiettivo primario di far rivivere, attraverso consistenti interventi ed investimenti della stessa STU, una parte strategica della città situata a ridosso del porto e dell’area industriale.