Le piante della Valle

piante_valleDa sempre gli storici e i visitatori ci raccontano che    il paesaggio della Valle dei Templi si è sempre caratterizzato per  la presenza di mandorli ed ulivi e mandorleti soprattutto.Tante litografie e splendidi dipinti hanno illustrato la bellezza della campagna agrigentina fiorita attorno ai templi.  Adesso grazie alla ricognizione realizzata dall’unità tecnico-agronomica dell’Ente Parco, sappiamo che sui terreni demaniali gestiti dallo stesso Ente esistono ben 10.820 alberi di mandorlo e 7641 di olivo. Vi sono poi altre specie di cui si ha molta cura: agrumi 1789 piante, pistacchio 180, carrubo 61, fruttiferi 843, fico d’india 2032, macchia mediterranea 2283, piante ornamentali 414, specie boschive 1740, palma nana 379, palme 26 e cinque ettari di vite. La ricognizione è stata effettuata sui terreni demaniali attualmente in gestione al Parco che sono 305 ettari e rappresentano quasi il 25% della superficie totale che ammonta a 1300 ettari. Molti di questi ettari sono gestiti direttamente dall’Ente Parco, mentre 85 ettari sono stati dati in concessione a privati che ne hanno fatto richiesta. I concessionari quasi sempre sono ex proprietari, a cui il terreno è stato espropriato,  che siglano con l’Ente Parco un contratto in virtù del quale pagano un canone di affitto di un centinaio di euro all’anno per ettaro e trattengono tutta la produzione. Grazie poi a due convenzioni siglate con la cantina Donnafugata di Marsala e con la ditta Val Paradiso di Camastra, dalle viti e dagli uliveti che nascono negli ettari gestiti dall’Ente Parco direttamente, sono state prodotte 600  bottiglie di vino da 750 ml nel 2007 e 500 bottiglie di olio da mezzo litro. Al prodotto è stato dato il nome “Diodoros” in onore dello scrittore Diodoro Siculo, che ha descritto la bellezza e la fecondità della campagna ai tempi dell’antica Akragas. Le bottiglie vengono in genere offerte in omaggio nel corso di incontri, mostre o per la visita di qualche illustre personalità nella Valle. A questi successi bisogna aggiungere una discreta produzione di mandorle: sessanta quintali nel 2008. Vengono raccolte da chi ne fa richiesta e dimostra di avere l’attrezzatura necessaria. Le spese sono a carico del richiedente . All’Ente Parco va il 30% del raccolto. Una buona parte    di questa percentuale è andata lo scorso anno alle suore del monastero del Santo Spirito che confezionano  paste di mandorla molto richieste. L’intero progetto è seguito dall’unità tecnico-agronomica dell’Ente parco, diretta da Calogero Liotta, coadiuvato dal funzionario Maurizio Attanasio ( nelle foto).