I Democratici Autonomisti sulla situazione politica in Sicilia

Giuseppe ArnonePer esaminare l’attuale vicenda politica siciliana si è riunita la Direzione Regionale dei Democratici Autonomisti, movimento politico che ha presentato proprie liste nelle ultime elezioni regionali superando i centomila voti e, successivamente, ha aderito in forma collettiva all’MPA, pur mantenendo la propria autonomia organizzativa.  Al termine è stato emessa la nota politica che segue e che reca le firme oltre che del Presidente e del Segretario, on.li Salvatore Grillo e Maurizio Ballistreri, anche quelle di tutti i segretari provinciali, del Segretario organizzativo, prof. Giuseppe Arnone, e del direttore dei “Quaderni dell’Autonomia” prof. Carmelo Rapisarda. “I Democratici Autonomisti denunziano lo scontro politico durissimo in atto in Sicilia, dove stanno esplodendo profonde contraddizioni all’interno sia del PDL che del PD, con la contrapposizione tra l’anima autonomista e quella conservatrice. La necessità di  riformare in profondità la struttura burocratica e la spesa pubblica in Sicilia non poteva non causare reazioni trasversali, la cui violenza pone in discussione la prosecuzione stessa della legislatura. I siciliani debbono ricordare che tutto questo sommovimento, dal quale emergono le energie intellettuali più vive della nostra società, abbisogna di una forte mobilitazione. In tal senso lo stesso MpA è chiamato ad una ampia ed incisiva presenza alfine di fare partecipare l’intera collettività isolana, rendendola protagonista, assieme alle istituzioni, ad un ampio dibattito dal quale debbono partire gli stimoli e di suggerimenti capaci di liberare la Sicilia dalla mafia, dalla crisi economica e dall’ascarismo asservito ai grandi interessi lobbystici nazionali. In questo quadro il Governo Regionale dovrà dedicarsi con forza ai temi dell’Autonomia speciale, all’attuazione dello “Statuto perduto” che deve costituire l’obiettivo strategico della presidenza di Raffaele Lombardo”. Secondo i Democratici Autonomisti “Lombardo, rivendicando la partecipazione al Consiglio dei Ministri prevista dallo Statuto autonomistico, deve porre con forza la questione delle risorse da attribuire alla Sicilia, e spingere perché sia il Governo a presentare le leggi di attuazione dello Statuto Siciliano ed i rappresentanti politici di tutti gli schieramenti debbono trovare il coraggio di mettere al primo posta la difesa degli interessi del territorio siciliano, risorsa per l’intero Paese. La nota conclude ” Se la strategia del ricatto e dell’immobilismo dovessero prevalere, il ricorso alle urne per ricercare una nuova Assemblea dichiaratamente autonomista non rappresenta un timore, semmai una possibilità.”