Sulla Tarsu e sulla Tia : agevolazioni e rimborsi

La TARSU è entrata in vigore con il Dlgs 507 del 15 novembre 1993 ed ha come parametro di riferimento la metratura dell’abitazione o del locale nel quale sono prodotti rifiuti.

La TARSU prevede la possibilità di concedere agevolazioni, ai sensi dell’art 59, comma 2: la tassa è dovuta in misura non superiore al 40% della misura ordinaria nel caso in cui gli insediamenti abitativi si trovino sparsi in zone periferiche con servizio comunale di raccolta inattivo.

E’ prevista la riduzione sino al 33% della tassa per abitazioni con un unico occupante: Altresì  per le abitazioni con uso discontinuo durante l’anno. Poi per locali ad uso non abitativo ed aree scoperte per periodi stagionali. Ancora per i residenti per più di sei mesi all’estero e per la parte di costruzioni rurali, adibite ad abitazione.

E’ concessa al Comune la facoltà di attuare forme ulteriori di esenzioni o agevolazioni per  bassi redditi da lavoro e da pensione, per anziani non autosufficienti, persone con handicap.

La TIA è stata istituita con Decreto 22 del 5/2/ 97 (decreto Ronchi) e prevedeva l’abrogazione della TARSU sin dal 2000 .Poi ci sono stati i Comuni che hanno usato le proroghe, difatti, ancora  sono tanti quelli che applicano la TARSU.

La tariffa TIA (utenze domestiche) è determinata dal nucleo familiare (numero dei componenti, la quantità presunta di rifiuti prodotti) e dalla superficie occupata.

La TIA prevede la possibilità di concedere agevolazioni per le utenze domestiche, ai sensi dell’articolo 49, comma 10, senza indicare quali, affidando e lasciando al Regolamento comunale ogni potestà.

Quindi, come descritto per la TARSU anche la TIA può essere modulata localmente, individuando nel Regolamento comunale forme di esenzione o di agevolazione in base a criteri individuati dall’Amministrazione nel confronto con le Organizzazioni sociali, utilizzando l’ISEE.

Esiste allo stato delle cose una disparità di trattamento di rimborso per lo stesso servizio tra comuni confinanti a seconda che si adotti TARSU o la TIA.

Sulla bolletta TIA è stata applicata l’imposta IVA al 10%, come voluto dall’Agenzia delle entrate con risoluzione n° 25/E del 5 febbraio 2003 e con la risoluzione del 17 giugno 2008, n°250.

Alcuni comuni hanno caricato sulla TARSU sulla TIA, anche, l’Addizionale Provinciale nella misura massima del 5%.

Ma la Corte Costituzionale nell’affermare che la TIA in realtà, continua ad avere i presupposti della tassa in quanto il suo costo non è proporzionale né alla qualità, né alla quantità del servizio offerto sul territorio, ha emesso la sentenza n° 238, il 24 luglio scorso (2009) attraverso cui è possibile richiedere il rimborso dell’IVA.

Alla luce della sentenza della Corte,  la TIA, così come è stata configurata non può essere applicata per cui è prevedibile il prossimo ritorno alla TARSU.

Intanto, il sindacato dei pensionati della CGIL, attraverso le sue sedi nelle Camera del lavoro comunali, è pronto ad offrire l’assistenza necessaria per il recupero dell’IVA  e ad aprire vertenze sociali sulle bollette e sui regolamenti comunali.

Il Presidente del Consiglio Comunale di Agrigento, finalmente,  ha aperto il tavolo del confronto col Sindacato sul Regolamento tariffario, per cui nel capoluogo la discussione è tutta aperta alle migliori soluzioni.