Dichiarazione congiunta della mozione Bersani-Mattarella di Agrigento su Arnone

Riceviamo e pubblichiamo

Giuseppe Arnone non è elettore del Pd, perché così è stato accertato dalla Commissione di Garanzia Nazionale, allorquando lo ha dichiarato decaduto dall’Assemblea Costituente Nazionale.

Non è iscritto al Pd, perché così ha deciso la Commissione di Garanzia Regionale, allorquando non  ha accolto la sua richiesta di iscrizione, rifiutandosi di convalidarla.

Non è iscritto e non è elettore, perché si è macchiato di una grave violazione dello Satuto Nazionale del Pd, allorquando, in occasione delle elezioni provinciali, contravvenendo al deliberato unanime del coordinamento Provinciale del Pd, si è candidato contro il candidato ufficiale del partito medesimo a Presidente della Provincia.

Ieri, l’On. Giuseppe Lupo lo ha scelto come presentatore della sua candidatura e della mozione Franceschini, insieme al Sen. Benedetto Adragna, in una conferenza stampa tenutasi ad Agrigento.

Dunque, Lupo e per esso Franceschini, o viceversa, prendono le distanze dai massimi organi di garanzia del partito e decidono di schierarsi al fianco di Arnone e di quanti, in questi mesi di duro lavoro, hanno ritenuto e ritengono di utilizzare il partito come un autobus, dal quale salire e scendere a piacimento.

E’ un’indebita ingerenza degli organi esecutivi del Partito, Franceschini è il segretario nazionale e Lupo è membro della sua segreteria, nel delicato lavoro che i garanti sono chiamati a svolgere a tutela delle regole e dei principi che presiedono la vita democratica interna al nostro partito.

Certo, la regola violata da Arnone è chiarissima ed è la stessa che ha portato all’espulsione dei dirigenti del nostro partito che in Italia si sono candidati in liste diverse da quelle del Pd,  ricordiamo, fra gli altri, il caso di Staino e della lista civica di Pasquino.

Tra l’altro Arnone è recidivo, perché in occasione delle elezioni comunali di Santa Elisabetta ha pubblicamente sostenuto il candidato a sindaco che si contrapponeva al candidato ufficiale del Pd, scelto dal locale circolo.

Trattare con sufficienza la vicenda dell’espulsione di Arnone, ritenerla irrilevante, per meri fini di campagna elettorale interna al Pd, rivela come per le mozioni Franceschini – Lupo il grande tema congressuale del radicamento e dell’organizzazione del partito nei territori, che presuppone regole certe, condivise e rispettate da tutti, sia di secondaria importanza.

Conta, per esse, l’elezione dei vertici del partito, i quali, nell’assenza di una stabile e ferma organizzazione periferica, rischiano di essere depositari di un potere inadatto a governare un partito nazionale che deve essere plurale e fondato sul protagonismo e l’autonomia dei territori.

Vogliamo ritenere che quello commesso da Lupo sia soltanto un passo falso e archiviarlo come tale.

Ma reagiremo con qualsiasi strumento che la legge riconosce agli iscritti, a tutela della legalità e del rispetto delle regole statutarie del Pd.

Non vorremmo, infatti, che l’autonomia dei territori rivendicata da Franceschini e da Lupo li portasse a ritenere che ciò che vale in tutta Italia non debba valere ad Agrigento, e si riducesse nell’antico adagio che la legge si applica ai nemici e si interpreta per gli amici.

Agrigento, li 16 settembre 2009

Per la Mozione Bersani – Mattarella – Provincia di Agrigento

Angelo Capodicasa, Giacomo Di Benedetto, Vittorio Gambino, Giuseppe Lauricella, Enzo Marinello, Siso Montalbano, Pippo Sinesio.