Due piazze per Vittoria Giunti partigiana e primo sindaco donna della Sicilia.

vittoria_giuntiAgrigento e Santa Elisabetta ricordano Vittoria Giunti, la partigiana, primo sindaco donna della Sicilia a Santa Elisabetta nel lontano 1956, moglie del parlamentare e partigiano comunista (medaglia d’oro della Resistenza), Salvatore Di Benedetto.  Una piazza a Santa Elisabetta e una villetta pubblica nel capoluogo, saranno dedicate a Vittoria Giunti.   Il sindaco del piccolo centro dell’agrigentino, Emilio Militello,   ha preso l’impegno durante la presentazione del libro “Le eredità di Vittoria Giunti” curato da Gaetano Alessi. Da parte sua l’assessore Rosalda Passarello intervenendo all’incontro organizzato alle Fabbriche Chiaramontane dal circolo Arci Belushi,   ha preso l’impegno di proporre al sindaco Zambuto di intitolare alla signora Vittoria una villetta nel centro cittadino. “Ricordare il primo Sindaco donna della Sicilia è un obbligo – ha detto la Passarello – prima morale e poi istituzionale”.
Anche la Cgil provinciale guidata da Mariella Lo Bello e la presidente del circolo Arci John Belushi, Giovanna Grisafi,  intendono insieme promuovere nuove iniziative per valorizzare il grande insegnamento etico e la testimonianza umana e politica della Giunti.
“Il seme che abbiamo piantato alcuni mesi fa sta crescendo oltre le nostre attese – ha dichiarato Gaetano Alessi – abbiamo rischiato del nostro ma abbiamo trovato il sostegno d’amministrazioni illuminate (purtroppo non quella di Raffadali paese d’adozione di Vittoria Giunti) e soprattutto della gente comune. Le tre presentazioni sono state tre successi e la stampa nazionale ha dedicato ampio spazio a questa storia che noi come Ad Est abbiamo avuto la sorte di avere in dono. Ci sono memorie che ancorano al passato, ma quella di Vittoria Giunti possiede la magia di proiettare nel futuro la speranza. Questa la sua grande forza”.

Vittoria Giunti (Arezzo 14/12/1917 – Raffadali 02/06/2006

Partigiana comunista dirigente del PCI, durante la Costituzione, è stata componente di diverse commissioni, tra cui quella per il voto alle donne. Ha diretto la Casa della Cultura a Milano. Nel 1956 diviene la prima sindaco della Sicilia nel Comune di Santa Elisabetta (AG).
Eccellente matematica, ha studiato all’Università di Roma frequentando l’istituto di Alta matematica. Prima dell’impegno politico nella Resistenza è stata assistente all’Università di Firenze. Tra le direttrici della Rivista “Noi Donne”. Nel 1945 arrivò a Raffadali, comune agricolo in provincia di Agrigento, da poco sposa del partigiano raffadalese Salvatore Di Benedetto. Vittoria Giunti è stata protagonista delle lotte sociali per l’emancipazione del popolo raffadalese in particolare e di quello di altri comuni della provincia agrigentina. A fianco del marito (esponente di primo piano della vita politica siciliana, per molti anni Sindaco di Raffadali e parlamentare nazionale) ha vissuto la propria passione politica e il proprio personale impegno per la legalità e contro la mafia, l’affermazione dei diritti umani e l’emancipazione femminile.