Inquinamento a Monserrato, nascerà un comitato di quartiere

Un comitato difenderà il diritto alla salute a Monserrato. L’incontro convocato ieri dall’assessore Rosalda Passarello per fare il punto sull’inquinamento nel quartiere ha visto la partecipazione di molti cittadini e l’assenza dei consiglieri comunali (presenti solo Nello Hamel e Salvatore Lauricella). I molti cittadini intervenuti durante il dibattito hanno ribadito che ogni sera nelle loro case e sin dentro le loro abitazioni si avverte un odore cattivo e acre. La preoccupazione è notevole e il fenomeno dura da molti anni. Ma il responsabile del settore inquinamento ambientale al Comune, Mimmo Lo Presti, ha voluto precisare piuttosto che il vero pericolo per la salute sono   le polveri sottili, che non fanno cattivo odore, ma che respirate si depositano nei polmoni e sono causa di molte malattie respiratorie. Tanti genitori presenti hanno testimoniato che i propri figli soffrono di allergie e di asma. Si vorrebbe anche un registro dei tumori, perché molti sono i casi inquietanti nella zona. Nonostante tutto ciò la Provincia regionale ha deciso di staccare da Monserrato le centraline per il rilevamento delle polveri e dell’inquinamento e questo per mancanza di fondi. Così dall’estate dello scorso anno non vengono più forniti dati dalla Provincia sul tasso d’inquinamento a Monserrato. Una centralina è stata addirittura sistemata ad Agrigento nell’orto botanico, piuttosto che nel quartiere. Una scelta davvero discutibile. Molta rabbia e preoccupazione nel corso del dibattito, anche per l’incuria dei politici, sollecitati molte volte, ma sordi dinanzi alle proteste della gente. Alcuni degli intervenuti si sono detti preoccupati perché troppi camion attraversano il quartiere per arrivare sino alle due discariche. Si dicono certi che portano materiale dalle zone industriali dimesse di Priolo. Vorrebbero che i vigili urbani o le forze dell’ordine intervenissero per verificare il trasporto. Destano preoccupazioni anche le attività delle due aziende vicine, una di laterizi e l’altra di cemento. Si vorrebbero maggiori controlli per verificare le emissioni, specie durante la notte. La mattina i davanzali si ricoprono di polvere, le lenzuola bianche messe ad asciugare diventano grigie, le auto sono ricoperte di strane macchie giallastre. Ma a quanto pare sino ad oggi non si è fatto abbastanza per svolgere tutti gli accertamenti necessari e arrivare alle fonti inquinanti. Neppure la magistratura, nonostante siano state presentate anche dal Comune diverse denunce, corredate da foto e video molto eloquenti, sinora non si è pronunciata. I cittadini fanno appello alla Procura per un intervento celere e un’analisi approfondita dei fatti denunciati. Agrigento intanto è stata declassata a città non inquinata, così non potrà ottenere i finanziamenti necessari per realizzare a Monserrato gli interventi indispensabili per fermare l’inquinamento e risanare la zona. L’assessore Passarello ha riferito che molto probabilmente l’amministrazione comunale viene danneggiata dalla Regione perché il Sindaco e la giunta si sono espressi contro l’istallazione del rigassificatore. La città infatti sino a qualche mese fa era indicata come località inquinata e il Comune aveva predisposto un piano per il risanamento, ma senza giustificato motivo, un nuovo decreto ha di recente stabilito che l’inquinamento è cessato. Un provvedimento che non consente alla città di avere i finanziamenti e che spiana la strada piuttosto alla costruzione del rigassificatore. Non si sarebbe potuto realizzare l’impianto in una località inquinata. Strani giochi. 
Il comitato appena costituito intende incontrare gli amministratori locali e regionali per chiedere interventi seri e decisivi per stroncare definitivamente il fenomeno dell’inquinamento e salvaguardare la salute dei residenti.