Abusivismo nella Valle, residenti di Maddalusa protestano

Una lettera di protesta di Michele Mallia, presidente del comitato dei residenti a Maddalusa, riapre il caso della vertenza dei cosiddetti abusivi della Valle dei templi con l’ente Parco.
“Finalmente, con la redazione del piano del parco archeologico della valle dei templi, è finito il babbio durato quarant’anni, dal 16 maggio 1968, al 03 luglio 2008, data di adozione di detto strumento. Lo studio del piano del parco, condotto anche dall’eminente “ARCHEOLOGO” De Miro, ha sancito inequivocabilmente ciò che il suo predecessore, il compianto soprintendente Griffo aveva stabilito  già col D.M. del 1957 e l’Unesco nel 1997, cioè che l’area archeologica è quella ove insiste tutto il  complesso monumentale della valle dei templi . Ne discende che, soltanto questa area è soggetta al vincolo archeologico, e non già, come si è babbiato e fatto credere fino ad oggi, che detto vincolo fosse esteso per tutta la zona A del decreto “capestro”  Gui-Mancini”, scrive Mallia. E poi ricorda: che  “a distanza di quasi un anno,  il Consiglio del parco deve ancora dedurre sulle opposizioni e osservazioni  presentate a fine novembre 2008, da oltre 400 cittadini. La legge Reg. n.20 del 2000 istitutiva del Parco Archeologico,  all’art.14  c. 10, stabilisce che le deduzioni devono essere formulate dalla direzione dell’ente parco entro un mese dalla scadenza del termine (30 novembre 2008)di presentazione delle stesse osservazioni e opposizioni. A questo punto una domanda è d’obbligo, la legge deve essere rispettata soltanto dai comuni mortali, i cittadini ? E perché  l’istituzione Parco della Valle dei templi, no ? Si sa che tanta gente non ha potuto presentare le osservazioni e opposizioni perché fuori termine? Adesso come la mettiamo. A chi attribuire le responsabilità? Ormai è tutto chiaro, è stata perpetrato un notevole danno esistenziale, morale, oltre che economico a migliaia di cittadini che abitano fuori l’area archeologica, che come detto, è a tutt’oggi integra e ben delimitata, con la Zona I o cuore del Parco. I funzionari delle varie Istituzioni, devono sapere che d’ora in poi,  gli abitanti di maddalusa, centonze, parco oliva, poggio muscello, via emporium  ecc. faranno sul serio, perseguendo personalmente, nelle opportune sedi,  detti funzionari che adotteranno atti tendenti ad usurpare con illegittimi e fasulli piani di esproprio, la proprietà privata di onesti cittadini”. Pertanto il rappresentante dei residenti a Maddalusa conclude sostenendo che “Gli abitanti delle zone che ho mezionato, ritengono che i tempi siano ormai maturi affinchè l’intera questione venga riconsiderata, principalmente alla luce della individuazione puntuale e netta dell’area archeologica fatta con lo studio del Piano del Parco, così da cambiare il futuro di questa città, che altrimenti rimarrà per sempre prigioniera di disposizioni assurde e irragionevoli, nate sull’onda emotiva del 19 luglio 1966, e che il decreto Gui-Mancini ha permesso di  abbindolare per oltre 40 anni la gente di Agrigento”.