Arnone su Alfano

Riceviamo e pubblichiamo

Onore al ministro Alfano, anche lui condivide il salutare progetto del sindaco Zambuto: “Agrigento deve essere una grande squadra al di sopra delle appartenenze politiche”. Queste sono le sue parole pronunziate pochi giorni addietro, innanzi alla citta’ e finora, per distrazione, non riprese da alcuno.

Non può passare sotto silenzio la sintetica, ma assai lucida, analisi politica pronunziata dal ministro Alfano, significativamente con a fianco il sindaco Zambuto, qualche giorno addietro nel corso del suo pubblico intervento all’inaugurazione della mostra al Collegio dei Filippini.

Conosciamo troppo bene la sagacia, l’equilibrio, la lucidità politica del ministro Alfano per ritenere che le espressioni che ha scandito nel corso del suo intervento ufficiale innanzi alle telecamere e ad alcune centinaia di cittadini, siano state pronunziate per mera coincidenza. Alfano ha ripreso i temi e il linguaggio del sindaco Zambuto e ha testualmente detto che occorre lavorare “per la rinascita di una grande squadra che si chiama Agrigento… Agrigento prima di tutto, Agrigento sopra di tutto, sopra le appartenenze politiche…”.

Non sorprende affatto che tra tutti i politici di centro destra sconfitti alle elezioni comunali del maggio 2007, Angelino Alfano sia il più pronto e il più lucido ad aver compreso quale sia la inequivoca e limpida volontà dei cittadini di Agrigento, della stragrande maggioranza dei cittadini di Agrigento: costruire una squadra per il governo della città, per rilanciare questa terra al di sopra degli interessi di parte e di fazione, al di sopra, appunto, delle “appartenenze politiche”.

Già cinque anni addietro, nella mia qualità di capo del centro sinistra con una vocazione fortemente legalitaria e antimafiosa, ho costruito con Angelino Alfano, capo di un centro destra che non voleva rimanere prigioniero di interessi indifendibili, un pubblico e limpido patto tra gentiluomini per rimuovere dal Comune di Agrigento e dalla Giunta Comunale personaggi imparentati  con esponenti di Cosa Nostra e inequivocabilmente funzionali agli interessi affaristici di questi ultimi. E credo che anche questi fatti abbiano pure spinto, in cuor suo, Alfano a non ricandidare nel 2007, l’impresentabile sindaco uscente. Per queste ragioni mi pare assai positivo che anche oggi Alfano si schieri dalla parte del rinnovamento politico di questa città e voglia sposare il progetto di cambiamento e rilancio che Marco Zambuto da tempo propone alle forze democratiche della città. E Marco Zambuto fa questo in piena e assoluta coerenza con il risultato elettorale che lo ha visto, com’è noto, trionfare nel maggio 2007, perché simbolo di una Agrigento al di sopra delle fazioni, dei partiti e delle logiche di appartenenza che voleva lasciarsi alle spalle il più deleterio dei passati.

Il Consigliere Comunale del PD

Avv. Giuseppe Arnone