Notte Bianca – Le foto di Pitrone e di Scaglione nel Foyer del Teatro Pirandello

Proseguono i preparativi per la Notte Bianca in città che avrà luogo sabato 5 settembre con iniziative di vario genere in diversi siti del centro storico agrigentino. Tra gli eventi in programma é da segnalare una mostra fotografica allestita presso il Foyer del Teatro Pirandello con immagini proposte da Angelo Pitrone e da Diego Scaglione.

Angelo Pitrone, docente di Storia e critica della fotografia presso la facoltà di Lettere dell’Università di Palermo, è autore di numerose pubblicazioni e da diversi anni si occupa di reportages, fotografia di paesaggi e luoghi dell’uomo. Ha realizzato anche lavori fotografici sul problema della siccità nell’area mediterranea ed altri che documentano il dramma della emigrazione clandestina di cui l’autore, da siciliano, ne sente polemicamente la tragicità. Si è interessato e ha partecipato come esperto fotografo alla documentazione di campagne di scavo archeologiche internazionali in Libia e ha curato molti cataloghi di mostre archeologiche e architettoniche. Numerose le mostre fotografiche personali all’estero (Francia,Stati Uniti, ecc.) e in Italia tra cui particolare successo ha riscosso quella al Festival della Letteratura di Mantova del 2005. Nella presente esposizione l’autore agrigentino evidenzia con sensibilità un racconto non solo cromatico ma anche narrativo composto da fotografie che mettono in luce inedite architetture e oggetti per fissare con i colori particolari figure e luoghi, anche degradati, all’insegna di un certo senso estetico che connota le immagini.

Diego Scaglione, docente di lingua e letteratura inglese, da tempo vive a Milano ma le sue origini sono di Canicattì dove si reca spesso per raggiungere gli affetti familiari. Seleziona e pone la realtà in un quadro espressivo che attiene ad una poetica individuale e non ad una rappresentazione oggettistica degli eventi ed usa il mezzo fotografico per indagare sulle più profonde espressioni di una realtà umana appesa ai fili universali dell’esistenza senza ideologie terzomondiste nonostante il suo lavoro si concentri principalmente in aree geografiche disagiate. Di rilievo le varie mostre fotografiche tenute in Lombardia e in Sicilia nonché la sua collaborazione con la rivista “International Press” di Londra.

Innamorato della terra di Gandhi ci regala, in particolare, un affascinante diario di viaggio attraverso squarci di significative immagini catturate nel Rajastan, a Dheli, Benares, Odissa, nel nord dell’India, a Bombay, nell’India Centrale e nel Tibet indiano.

Con accurata ricerca della luce e dei colori Diego Scaglione propone entità difficili da descrivere poiché in India l’impatto sui sensi è abbastanza forte: i profumi delle spezie nei mercati, la cacofonia incessante dei suoni, l’odore della miseria e degli stenti, il fascino delle tradizioni che si perdono nella notte dei tempi.