Crisi scuola, intervento di Silvio Cuffaro

“Siamo di fronte ad una vera e propria emergenza sociale”. Il sindaco di Raffadali, Silvio Cuffaro, interviene in ordine alla drammatica vicenda dei tagli agli organici del personale della scuola. “Il Governo Berlusconi sta operando in modo indiscriminato in un settore cardine come quello dell’istruzione e della formazione, devastando e mortificando l’esercizio del diritto allo studio e creando nuovi disoccupati – afferma Silvio Cuffaro – persone che, nel corso degli anni hanno puntato tutto su questa attività, si vedono ora improvvisamente annullare progetti di vita e legittime aspettative professionali. Si ritrovano senza un posto di lavoro  e con il carico familiare alle spalle. I costi pubblici vanno certamente contenuti, nulla da dire sulla politica della razionalizzazione delle risorse finanziarie, ma non a spese dei precari, dei soggetti che faticano le proverbiali sette camicie per sbarcare il lunario a fine mese. Per il territorio agrigentino e siciliano il comparto scuola, in assenza di rilevanti poli industriali, presenti invece diffusamente nel centro e nel nord Italia,  rappresenta  una  grossa fabbrica – sottolinea Silvio Cuffaro – che dà lavoro a tanti padri e tante madri di famiglia. Il Governo Berlusconi non può solo preoccuparsi, intervenendo con misure adeguate, di mantenere i livelli occupazionali della Fiat o di altre note realtà produttive operanti nel Settentrione, e fare poi orecchie da mercanti sulla richiesta di aiuto che si leva dal popolo isolano. Faccio un appello  a tutti i parlamentari agrigentini affinché, assieme ai loro colleghi delle altre province isolane, si facciano carico di questo dramma sociale. Si sobbarchino il peso e rappresentino a Roma, nelle sedi istituzionali competenti, il malessere, i disagi e la disperazione che la riforma Gelmini sta provocando tra gli operatori scolastici. Mi riferisco agli insegnanti, ai docenti di sostegno e al personale Ata che, assieme ai loro familiari, stanno vivendo momenti di grande tribolazione e difficoltà.  Se non si correrà subito ai ripari, come mi auguro e auspico, si avranno danni incalcolabili nel  contesto sociale ed economico siciliano. Non va poi sottovalutato un altro l’aspetto, molto delicato legato alla presenza delle realtà criminali. Esse trovano terreno fertile laddove lo Stato non riesce a creare lavoro e cultura. Colpendo la scuola nel cuore, come sta facendo il Governo Berlusconi, credo che ci sia molto da essere preoccupati per il futuro del nostro Paese” – conclude il sindaco di Raffadali.