Laboratorio di analisi a Menfi, ancora nessuna risposta dall’assessore

Il sindaco di Menfi, Michele Botta, persevera nella lotta a difesa del locale laboratorio di analisi. Nonostante le continue sollecitazione del sindaco che nei giorni scorsi, oltre ad essersi recato personalmente presso l’assessorato regionale alla Sanità, aveva interessato anche deputati regionali e nazionali, come Michele Cimino, Giuseppe Marinello, Leoluca Orlando, fino ad oggi purtroppo il Comune non ha ricevuto nessuna comunicazione ufficiale dall’Assessorato né è stato possibile ottenere un ulteriore incontro dopo la consegna dei dati richiesti, ma soltanto rassicurazioni telefoniche sulla validità dei dati forniti relativi all’efficacia, all’economicità e all’efficienza del laboratorio d’analisi.

“Siamo fiduciosi che l’assessore Massimo Russo possa revocare il decreto o concedere una proroga per un’approfondita analisi dei dati – dice il sindaco Botta -. Siamo solidali con la città e sosterremo tutte le iniziative che saranno intraprese per la difesa del laboratorio d’analisi”. Nei giorni scorsi Botta era tornato a scrivere all’assessore regionale alla Sanità chiedendo un approfondimento della problematica e, nell’attesa, un’eventuale proroga alla chiusura prevista per domani. Dopo l’incontro a Palermo del 17 luglio con l’assessore Russo, infatti, il sindaco del comune belicino aveva inviato una dettagliata relazione con i dati precisi e aggiornati sulle attività ordinarie e d’emergenza dell’unico laboratorio pubblico sul territorio menfitano, che fornisce supporto anche al Pte (Presidio territoriale d’emergenza). Botta ha scritto anche a Leoluca Orlando, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali, sollecitando il suo intervento sia per il ruolo istituzionale che riveste sia in quanto assiduo frequentatore delle località balneari menfitane. In precedenza il Sindaco aveva sollecitato anche l’interesse del vicepresidente della Commissione Bilancio alla Camera, Giuseppe Marinello, il quale aveva chiesto all’assessore Russo una più attenta valutazione sulla vicenda.